domenica 30 Agosto 2026

Dieci minuti di applausi per ‘Vanessa’, il Festival dei Due Mondi parte con un trionfo

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Oltre dieci minuti di applausi hanno salutato il debutto di “Vanessa” di Samuel Barber, decretando il successo della serata inaugurale della 69esima edizione del dei Due Mondi di Spoleto. Il pubblico del Nuovo Gian Carlo Menotti ha tributato una lunga standing ovation al nuovo allestimento dell’opera, confermando il caloroso consenso per l’avvio della manifestazione e per la prima edizione firmata dal nuovo direttore artistico Daniele Cipriani, affiancato dal consulente per l’opera e la prosa Leo Muscato e dalla consulente per la musica classica Rana. Tra gli spettatori presenti in sala anche l’onorevole Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della , il direttore de “Il Messaggero”, Roberto Napoletano, l’ Giuseppe Penone, la sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, Elisabetta Riva, e il vicepresidente dell’Opera di Los Angeles, Rupert Hemmings. L’entusiasmo della platea trova riscontro anche nei numeri diffusi in avvio del Festival: sono infatti già quasi 23 mila i già venduti al debutto, un risultato che conferma l’interesse per il nuovo corso artistico. 

“Vanessa”, l’opera che valse a Samuel Barber il Premio , è stata proposta nel nuovo allestimento prodotto dal Festival dei Due Mondi in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Teatro Petruzzelli. La regia è di Leo Muscato, il libretto, in inglese, porta la firma del fondatore del Festival Gian Carlo Menotti, mentre sul è salita la direttrice sudcoreana Sora Elisabeth Lee, alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. L’opera, che debuttò in proprio al Festival dei Due Mondi nel 1961 in una traduzione , è tornata a Spoleto dopo 65 anni nella sua versione originale inglese, riportando in scena uno dei capisaldi del melodramma internazionale. Protagonista nel ruolo del titolo è Lauren Fagan, affiancata da Kayleigh Decker, Helene Schneiderman, Lulama Taifasi, Rod Gilfry, Nicolò Lauteri e Mattia Ribba. 

In piena sintonia con il tema dell’edizione, “Radici”, l’opera affronta i temi dell’attesa, del desiderio e dell’identità, mettendo a nudo il gioco imprevedibile del destino. “Abbiamo scelto di inaugurare il Festival di Spoleto 2026 con ‘Vanessa’ di Samuel Barber perché incrocia in modo naturale il tema di questa edizione, ‘Radici’. È un’opera che tiene insieme due mondi: la tradizione europea e la cultura americana, e li fa dialogare senza mai separarli davvero – ha spiegato Leo Muscato – Questo è già nella sua origine: nel libretto di Gian Carlo Menotti, che guarda all’immaginario di un’altra illustre europea, Karen Blixen, e nel legame con Spoleto, dove l’opera ha trovato il suo debutto europeo, nel 1961, in una traduzione italiana del libretto. Tornarci oggi, dopo sessantacinque anni nella versione originale inglese, non è un’operazione filologica: è un modo per riattivare quel movimento, rimettere in circolo un’idea di teatro aperto, attraversato da più culture. È un’opera che scava in zone scomode – l’attesa, il desiderio, l’identità – senza cercare soluzioni facili. La messa in scena nasce da qui: non come celebrazione, ma come attraversamento”. (di Paolo Martini) 

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