giovedì 16 Luglio 2026
Corteo per l'Ashura a Milano.

Il corteo dei musulmani sciiti per il rito dell’Ashura: critiche da FdI e Lega

Oltre mille persone hanno partecipato a Milano a una delle ricorrenze più importanti del calendario islamico. Nessuna tensione o incidente, ma la destra attacca. Sardone: «Tradizioni inconciliabili coi nostri valori»

Di Redazione
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Oltre mille persone hanno partecipato a Milano al per l’Ashura, una delle ricorrenze più importanti del calendario islamico. I fedeli, in gran parte immigrati di religione sciita, hanno sfilato tra la Stazione Centrale e piazza della Repubblica, sfidando il caldo torrido. La manifestazione religiosa ha però acceso le polemiche politiche, con critiche arrivate da Fratelli d’Italia, Lega e dai giornali di destra.

Il corteo a Milano

Ashura significa letteralmente «il decimo» e cade nel mese di Muharram, il primo del calendario islamico. La ricorrenza è osservata in molti Paesi, dal all’Iraq, dall’Iran al Nordafrica, ma con pratiche differenti tra comunità sunnite e sciite. Per molti musulmani sunniti è anche un giorno di digiuno e preghiera. Per gli sciiti, invece, resta soprattutto la memoria di Karbala, evento centrale nella storia dell’islam e nella frattura tra sciismo e sunnismo.
Durante il corteo, i partecipanti hanno ricordato il martirio dell’imam Hussein, nipote del profeta Maometto, ucciso nella battaglia di Karbala, nell’attuale Iraq, nel 680 d.C.: un giorno di lutto e raccoglimento, dunque, accompagnato da canti e percussioni ritmiche sul petto, espressioni simboliche del dolore per la morte di Hussein.

Le critiche di Mollicone

Nonostante non siano stati segnalati incidenti o tensioni, il corteo milanese per l’Ashura ha scatenato la reazione di giornali ed esponenti di destra. Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, ha parlato di uno «scenario inquietante». Non solo, ha spiegato, per «la inaccettabile divisione della sfilata che ha nascosto le donne dietro un furgone», ma anche per la presenza di Ali Faeznia, imam del Imam Ali. Secondo Mollicone, la struttura avrebbe sede in un immobile di proprietà del iraniano e sarebbe «una diretta propaggine del regime in Italia», dove si commemorerebbe e si elogerebbe il generale . «È urgente fare immediata e totale chiarezza sulla figura di questo imam e sui rappresentanti del centro sciita», ha aggiunto.

Sardone: «Tradizioni inconciliabili coi nostri valori»

Per la Lega è intervenuta Silvia Sardone, che ha parlato di una «sempre più massiccia e preoccupante islamizzazione nel nostro Paese». Secondo l’eurodeputata, il rischio è che «in nome del politicamente corretto e di una finta integrazione» si finisca per nascondere «i nostri simboli, la nostra e la nostra identità» e per subire «tradizioni che non ci appartengono e sono inconciliabili con i nostri valori».
Sardone ha poi criticato la separazione tra e donne durante il corteo, denunciando «immagini delle donne, tutte velate, separate dagli uomini» e parlando di «evidente discriminazione». Ha quindi chiamato in causa il sindaco Beppe Sala, il e il mondo femminista, accusandoli di tacere davanti al «patriarcato islamico».

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