sabato 19 Settembre 2026

Eugenio in Via Di Gioia tornano con ‘Ciao bella Italia’, il nuovo singolo con il Piccolo Coro dell’Antoniano

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Gli Eugenio in Via Di Gioia pubblicano oggi ‘Ciao bella Italia’ con il Piccolo Coro dell’Antoniano, il nuovo singolo per Carosello Records: un viaggio dentro le contraddizioni dell’Italia, raccontato dal punto di vista adulto di chi lo conosce e, insieme, attraverso lo sguardo realistico e ingenuo di un bambino. “Ciao bella Italia, è qui che si comincia / da questo paesino, da questa “: è l’inizio di un percorso che attraversa l’Italia attraverso una di apparentemente inconciliabili: bella come una cartolina e come una villa abusiva, di poeti, santi e parcheggiatori, paradiso per pochi e Inferno di Dante, antichi acquedotti e nuove alluvioni. La fotografia di un’Italia affascinante e paradossale, che tiene insieme ciò che amiamo e ciò che ci mette di fronte alle nostre responsabilità, la meraviglia e l’assurdità, e che è capace di generare bellezza e, allo stesso tempo, di consumarla. È proprio questo modo di guardare l’Italia a permettere agli Eugenio in Via Di Gioia di raccontarla senza trasformare la canzone in un’invettiva.  

Nel mondo di ‘Ciao bella Italia’ saltano i ponti, la corrente, il governo, la scuola, i piani e perfino le code: una serie di cortocircuiti che prende la forma di una filastrocca, dove il disastro diventa gioco e l’ironia permette di parlare di , disuguaglianze, territorio e futuro senza perdere il tono scanzonato. La canzone guarda così anche a ciò che non funziona, ma lo fa partendo da un sentimento profondamente legato a ciò che invece vale la pena preservare. In questo equilibrio tra una leggerezza che ricorda Rodari e la profondità della tematica, il Piccolo Coro dell’Antoniano – diretto in questo brano da Simoni – assume un ruolo centrale: porta nella canzone una dimensione corale e collettiva, rendendo straniante l’incontro tra le sue voci, innocenti e spontanee, e un ritratto dell’Italia costruito con gli occhi degli adulti. La collaborazione è stata accompagnata anche da un piccolo laboratorio con le bambine e i bambini del coro: partendo dal canovaccio della canzone, gli Eugenio in Via Di Gioia hanno chiesto loro di partecipare al brano contribuendo con idee, disegni e spunti legati a ciò che stavano cantando. Un momento nato soprattutto per permettere loro di entrare nel significato della canzone e sentirla anche come qualcosa di proprio. 

Musicalmente, ‘Ciao bella Italia’ costruisce la sua forza su un andamento circolare, una ritmica danzereccia e incalzante e una melodia che torna più volte, fino a diventare familiare già al primo ascolto. La ripetizione crea un effetto quasi ipnotico, mentre il testo si apre a immagini, associazioni e contrasti sempre nuovi, che si incastrano dentro una struttura riconoscibile. Il risultato è un pop immediato e contagioso, capace di far convivere un funky con una narrazione molto più stratificata. Il brano guarda alla provincia come possibile punto di ripartenza, lontano dalla frenesia delle grandi città e dalla logica della globalizzazione, nei luoghi dove le relazioni sono ancora concrete e dove collaborazione, attenzione e cura possono avere un peso reale. Una dimensione fatta di dettagli, piccoli gesti e una sensibilità quasi artigianale, contrapposta all’idea di un’Italia da vivere come un parco giochi da cui trarre vantaggi e senza assumersi la responsabilità di prendersene cura. Non è un tema nuovo per gli Eugenio in Via Di Gioia: la provincia era già al centro di Provincia Assassina e torna anche nel loro primo libro, ‘Storie di una band che non si è ancora sciolta’. È nelle province, dove spesso il cambiamento arriva più lentamente, che la band continua a trovare alcune delle domande più urgenti sul presente e sul futuro. 

Il tra musica e territorio era già emerso anche in occasione di Eurovision in Turin, quando gli Eugeni avevano raccontato Torino al internazionale attraverso i suoi simboli, le sue abitudini e i suoi stereotipi, restituendo un’immagine ironica e positiva della città, quasi promozionale. Con Ciao bella Italia, quel meccanismo si allarga all’intero Paese: le immagini riconoscibili dell’Italia non servono più soltanto a celebrarla, ma diventano il punto di partenza per mettere in luce anche ciò che non funziona. ‘Ciao bella Italia’ non vuole dare risposte, ma rimettere in movimento le domande. E forse è proprio da qui che si comincia: da un piccolo paese, da una canzone, dalla possibilità di guardare in modo nuovo le cose che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.  

Dopo il tour estivo gli Eugenio in Via Di Gioia si preparano al Club Tour 2026 (prodotto da A1 Concerti) che, a novembre, li porterà sui palchi dei principali club italiani: il 16 novembre a Bologna (sold out), il 17 a Padova (sold out), il 20 a Firenze (sold out), il 21 a Senigallia, il 23 a Perugia, il 25 a e il 27 a Molfetta. Il loro percorso troverà poi la sua espressione più ampia il 5 maggio 2027, quando la band salirà per la prima volta sul palco dell’Unipol Forum di Assago per il concerto evento ‘Tutti dentro’ (A1 Concerti).Non è solo il concerto più grande della loro carriera, ma il punto in cui tutto converge: anni di musica, di strada, di parole condivise e di pubblico che, nel tempo, è diventato parte attiva della loro storia. Un momento che non rappresenta un traguardo, ma un’evoluzione naturale di qualcosa che non si è mai fermato, trovando forza proprio nel suo continuo trasformarsi. 

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