Non una piattaforma calata dall’alto nelle stanze del potere, ma una proposta nata dai contributi degli oltre 17mila cittadini coinvolti nei meeting territoriali e ora sottoposta alla ratifica vincolante degli iscritti. Dalle ore 14:00 di venerdì 18 fino alle 14:00 di domenica 20 settembre, la base del Movimento 5 Stelle è chiamata a votare sulla piattaforma online i 20 punti programmatici per un’“Alleanza per la Costituzione”. Una consultazione che serve a dare a Giuseppe Conte un mandato politico d’acciaio con cui presentarsi al tavolo delle trattative con il centrosinistra, rivendicando con coerenza i pilastri fondamentali di pace, giustizia sociale e tutela dei beni comuni.
Pace, sovranità energetica e no alle spese militari
In politica estera la bozza al voto dei militanti segna un perimetro invalicabile: stop alla strategia fallimentare dell’invio continuo di armi in Ucraina, no all’innalzamento delle spese militari al 5% del Pil e no al piano Rearm EU. Il M5S propone un’Europa garante di diplomazia, il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina e sanzioni per i crimini a Gaza. Sul fronte energetico, la linea punta al taglio dell’Iva sui carburanti al 10%, sconti in bolletta per chi ospita impianti di energia rinnovabile e ricerca sulla fusione nucleare senza scorie.
Diritti, sanità e rilancio del lavoro
Nel programma al vaglio della comunità pentastellata figurano risposte concrete per il Paese reale: il ripristino dell’abuso d’ufficio per contrastare le mafie, una riforma dell’Irpef più progressiva e un contributo di solidarietà sugli extraprofitti di banche, colossi energetici e industria bellica. Sulla sanità, il Movimento chiede che i finanziamenti per il SSN siano esclusi dai vincoli di bilancio europei, mentre sul lavoro rilancia il salario minimo legale, la settimana corta e un “Reddito 2.0”. Tra i punti più forti spiccano il dirottamento dei 13,5 miliardi del Ponte sullo Stretto verso asili nido e scuole aperte, la legalizzazione della cannabis, il matrimonio egualitario e il principio di un’informazione libera con “i partiti fuori dalla RAI”.





