Un’inchiesta della Procura di Lecce sta facendo luce su una vicenda che coinvolge una studentessa di 11 anni con disabilità e due insegnanti di un istituto comprensivo del Nord Salento. La famiglia della bambina ha presentato una denuncia dopo aver notato un progressivo peggioramento del suo stato di disagio, fino a un episodio avvenuto all’inizio di giugno, quando la studentessa ha accusato un malore durante una lezione, ha perso conoscenza ed è arrivata in ospedale accompagnata dalla madre. Gli accertamenti della magistratura riguardano comportamenti che, secondo le contestazioni riportate dagli organi di informazione, si sarebbero verificati nei mesi precedenti all’interno dell’ambiente scolastico.
Le contestazioni nei confronti delle due insegnanti
Nel fascicolo della Procura di Lecce compaiono due docenti con ipotesi di reato differenti. La docente di sostegno risulta indagata per abuso dei mezzi di correzione, mentre l’insegnante di matematica deve rispondere dell’ipotesi di maltrattamenti nei confronti di una minore sottoposta alla sua autorità per ragioni di istruzione. Al momento, tuttavia, l’indagine riguarda accuse ancora da verificare e non rappresenta una dichiarazione definitiva di responsabilità. Gli accertamenti dovranno ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare la portata dei singoli episodi denunciati dalla famiglia.
Secondo quanto emerso dalle ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore, gli episodi contestati sarebbero iniziati nei mesi primaverili. La docente di sostegno avrebbe rivolto alla studentessa osservazioni svalutanti davanti agli altri alunni, mettendo in evidenza pubblicamente la sua lentezza e le difficoltà incontrate nell’apprendimento. La famiglia sostiene inoltre che, in alcuni momenti di difficoltà, la ragazza non avrebbe ricevuto l’assistenza che avrebbe dovuto accompagnarla nel percorso scolastico. Il comportamento contestato avrebbe quindi avuto luogo davanti ai compagni, trasformando alcune difficoltà didattiche della bambina in situazioni di esposizione e mortificazione.
Il cellulare e le immagini durante la lezione
Tra gli elementi al centro della vicenda compaiono anche alcuni filmati realizzati con un telefono cellulare. Secondo la denuncia e le ricostruzioni investigative riportate dalla stampa, l’insegnante di matematica avrebbe ripreso la studentessa mentre affrontava una situazione di difficoltà durante un’attività didattica. La realizzazione delle immagini rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta, perché riguarda una minore e un contesto scolastico nel quale la ragazza avrebbe dovuto poter svolgere le proprie attività senza subire situazioni di umiliazione.
Alla vicenda si aggiungono altri episodi che la famiglia considera particolarmente significativi. La docente di matematica avrebbe rivolto alla studentessa richiami dai toni offensivi davanti alla classe e, in una circostanza, le avrebbe negato il permesso di andare in bagno. Le contestazioni dovranno ora trovare riscontro negli elementi raccolti dagli investigatori e nella documentazione acquisita nell’ambito dell’indagine. Ogni episodio dovrà essere valutato singolarmente per stabilire cosa sia effettivamente accaduto e quale responsabilità possa eventualmente emergere a carico delle persone coinvolte.
Il malore e la denuncia della famiglia
La situazione avrebbe raggiunto un momento particolarmente delicato all’inizio di giugno. Durante una lezione, la studentessa ha accusato un malore ed è svenuta in classe. La madre l’ha accompagnata in ospedale e, secondo quanto riferito dalle ricostruzioni giornalistiche, dopo quell’episodio la bambina non avrebbe più voluto tornare nella scuola che frequentava. Il malessere manifestato dalla figlia ha spinto i genitori a rivolgersi alle autorità e a raccontare gli episodi che, secondo la loro denuncia, si sarebbero verificati nei mesi precedenti.
La denuncia ha quindi portato la Procura di Lecce ad avviare gli accertamenti sulle due insegnanti. Gli investigatori devono ora verificare le circostanze descritte dalla famiglia, ricostruire la successione degli episodi e valutare gli eventuali elementi documentali disponibili. L’indagine dovrà inoltre chiarire il contenuto e le modalità dei filmati realizzati durante le lezioni, oltre alle circostanze nelle quali sarebbero avvenuti i richiami rivolti alla studentessa davanti ai compagni.
Per la bambina un nuovo istituto scolastico
Con l’inizio del nuovo anno scolastico, la famiglia ha scelto di far frequentare alla ragazza un altro istituto. La decisione arriva dopo i mesi segnati dal disagio e dal malore che ha preceduto la denuncia. La studentessa ha così iniziato il nuovo percorso scolastico lontano dall’ambiente nel quale, secondo quanto denunciato dai genitori, avrebbe vissuto le situazioni finite al centro dell’inchiesta.
La vicenda resta quindi al vaglio della magistratura. Le accuse nei confronti delle due docenti non equivalgono a una condanna e dovranno essere sottoposte alle verifiche previste dal procedimento giudiziario. Gli accertamenti serviranno a stabilire la reale dinamica dei fatti, l’eventuale responsabilità individuale delle insegnanti e la presenza di ulteriori elementi utili alla ricostruzione della vicenda. Nel frattempo, il caso ha riportato l’attenzione sul ruolo della scuola nell’accoglienza degli studenti con disabilità e sulla necessità di garantire a ogni alunno un ambiente educativo rispettoso, sicuro e adeguato alle proprie esigenze.
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