lunedì 2 Novembre 2026
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. ANSA_Angelo Carconi

Abolito il bollo auto ma i conti non tornano: promessi 2,3 miliardi, ne servono 7

Nel giro di 24 ore la platea dei beneficiari raddoppia nelle note del governo, passando da 14,5 a 24,6 milioni di persone. Ma il fondo di compensazione statale copre solo un terzo del gettito reale incassato dalle Regioni, spalancando una voragine nei conti locali e nei finanziamenti alla sanità

Di Redazione
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Nel giro di appena ventiquattr’ore, l’annuncio dell’abolizione del bollo auto si è trasformato in un enigma contabile che rischia di travolgere la narrazione del . Quelli che per la premier dovevano essere 14,5 milioni di veicoli beneficiari, sono diventati quasi il doppio nelle tabelle diffuse dal Ministero delle Infrastrutture guidato da : 24,6 milioni di persone su circa 34,8 milioni di mezzi coinvolti. Dal Mit difendono le cifre definendole « indiscutibili della Motorizzazione», mostrando il dettaglio territorio per territorio, con circa 3,9 milioni di favoriti in Lombardia e 2,5 milioni nel Lazio. Una pioggia di cifre che nasconde però un cortocircuito di fondo.

La voragine nei bilanci regionali e il nodo sanità

Senza giri di , la matematica della misura non quadra. Per risarcire gli enti locali del mancato gettito fiscale, Palazzo Chigi ha promesso un fondo da 2,3 miliardi di euro. Peccato che i dati ufficiali della banca dati Siope certifichino che ogni anno le Regioni incassino dalla tassa automobilistica circa 7 miliardi di euro tra gettito ordinario e . Risorse fondamentali per finanziare i bilanci locali e, soprattutto, la sanità pubblica. Se il taglio dovesse davvero riguardare il 70% dei veicoli circolanti come sostiene il Mit, la somma stanziata dallo Stato coprirebbe appena un terzo delle perdite reali, spalancando una voragine nelle casse dei governi regionali.

L’attacco dei consumatori e il saldo negativo per le famiglie

I sollevati dagli analisti trovano conferme nelle reazioni delle dei consumatori. Il Codacons ha sottolineato come l’estensione del 70% della sia del tutto incompatibile con le reali dimensioni del parco auto e con le esclusioni fissate dal testo. Nel frattempo, l’Unione Nazionale Consumatori ha tracciato il bilancio reale per i cittadini: l’eliminazione della tassa garantirà un risparmio medio di circa 163 euro a veicolo, ma a fronte di un aumento del costo della vita dovuto all’inflazione pari a 882 euro a famiglia. Un saldo finale in perdita di oltre 700 euro che trasforma la promessa dell’esecutivo in un miraggio propagandistico.

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