Un cambio di passo nella strategia diplomatica ed economica della Casa Bianca potrebbe ridefinire le dinamiche del conflitto in Europa orientale. Secondo quanto rivelato dal New York Times, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando la possibilità di stringere accordi commerciali con la Russia di Vladimir Putin ancor prima della formale conclusione della guerra in Ucraina. L’obiettivo della presidenza americana sarebbe quello di offrire a Mosca un incentivo concreto sul piano economico per accelerare la cessazione delle ostilità. L’iniziativa segnerebbe un’evidente discontinuità rispetto alla posizione assunta lo scorso anno, quando lo stesso Trump aveva categoricamente escluso qualsiasi intesa di natura commerciale con il Cremlino prima di un completo accordo di pace.
Incentivi all’élite di Mosca e ripristino dei canali diplomatici
Le fonti citate dal quotidiano statunitense indicano che l’amministrazione Usa intende avvalersi di questi dossier commerciali per dimostrare nei fatti la determinazione di Washington a ricostruire i rapporti bilaterali con la Russia. Parallelamente, l’apertura sulle intese economiche punta a rafforzare la posizione di quella parte dell’élite economica e politica di Mosca favorevole a una soluzione negoziata del conflitto. Attraverso la prospettiva di un progressivo allentamento dell’isolamento finanziario, gli Stati Uniti intendono creare le condizioni per un disimpegno militare russo strutturato.
Le attese di Kiev e il possibile vertice all’Assemblea Onu
La notizia delle valutazioni in corso a Washington giunge alla vigilia di appuntamenti diplomatici cruciali. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso l’auspicio di poter svolgere un incontro bilaterale con Trump a margine dei lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in programma a New York a partire dal 20 settembre. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sibiga, tra le priorità di Kiev c’è la ricerca di un’intesa immediata per la cessazione dei raid russi contro le infrastrutture energetiche del Paese, tema su cui un eventuale pressing di Washington potrebbe rivelarsi decisivo.





