La spaccatura tra il garante uscente e la nuova gestione del Movimento 5 Stelle ha raggiunto il punto di non ritorno. Nelle anticipazioni dell’intervista rilasciata al podcast Pulp condotto da Fedez, Beppe Grillo boccia senza appello la creatura politica guidata dall’ex premier, definendola «un’altra cosa» rispetto al progetto originario fondato insieme a Gianroberto Casaleggio e parlando di una «paralisi progressiva della mente». Oltre agli affondi mediatici, il comico genovese ha riallacciato i contatti con Davide Casaleggio: l’obiettivo comune è la prima udienza in tribunale del 17 gennaio per sottrarre il simbolo a Conte.
La risposta di Conte: «I suoi problemi non sono i nostri»
Ospite della trasmissione Dritto e rovescio su Rete4, Giuseppe Conte ha scelto la linea del distacco, trattando il fondatore come un capitolo ormai archiviato per la comunità pentastellata. «Dica quello che vuole, Grillo non è più una questione che riguarda il Movimento», ha dichiarato l’ex premier, affondando il colpo sugli aspetti finanziari della vicenda: «I problemi economici di Grillo non sono più i miei. A noi interessano i problemi economici degli italiani». Una replica pensata per sterilizzare la pressione mediatica dell’ex garante proprio alla vigilia degli appuntamenti interni del partito.
L’assemblea Nova 2.0 e lo scoglio delle armi a Kiev
La sortita di Grillo arriva infatti nel momento in cui il M5s chiude i lavori di Nova 2.0, l’assemblea milanese chiamata a votare il nuovo programma e la linea politica. Chiusa la parentesi sul garante, Conte guarda al confronto con gli alleati e lancia un messaggio rigido al Partito Democratico sul tema della difesa: «È impossibile pensare a un governo progressista che continui con le stesse politiche di riarmo del governo Meloni e con l’invio di armi in Ucraina». Un paletto che preannuncia complessi negoziati con Elly Schlein per la costruzione della coalizione.





