Ospite di Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio su Rete4, Giuseppe Conte traccia i paletti invalicabili per il futuro del centrosinistra. Il presidente del Movimento 5 Stelle esclude che una coalizione progressista possa proseguire nell’invio di armi a Kiev e nella corsa all’escalation militare intrapresa dall’esecutivo di centrodestra. «Un governo progressista cambia radicalmente politica estera», ha scandito l’ex premier, invocando piani di disarmo e trattati di pace per dirottare le risorse finanziarie verso sanità, scuola, asili e stipendi. Pur non rinnegando la prospettiva di una difesa comune europea, Conte precisa che la rottura con l’impostazione attuale resta la premessa indispensabile per qualsiasi intesa di governo.
La sfida delle primarie e lo strappo con Schlein
Nel merito del dibattito interno alla coalizione d’opposizione, il leader pentastellato ricostruisce la genesi della conta ai gazebo. Conte rivela di aver proposto un tavolo di confronto per trovare una figura o un percorso condiviso, incassando però un rifiuto. Accettate le primarie per superare le «logiche egemoniche del partito più forte», l’ex premier prende le distanze dai trionfalismi della segretaria democratica: «Se mi candiderò non sarà per ambizione personale o per dividere, ma per chiedere un mandato chiaro per costruire orizzonti di pace». Bocciata inoltre la lettera aperta di Elly Schlein alla premier sul tema energetico: «Nessun dialogo possibile con chi vuole tornare al petrolio con le trivellazioni. Meloni deve solo andare a casa».
L’addio a Beppe Grillo e l’appuntamento di Milano
In chiusura d’intervento, Conte liquida definitivamente le recenti esternazioni del garante uscente e le tensioni legali ed economiche che agitano la galassia grillina. «Su Grillo ho già dato, dica quello che vuole», taglia corto il presidente del M5s, liquidando la vicenda come estranea alla comunità politica. Lo sguardo resta rivolto all’evento ‘Nova‘ in programma a Milano, tappa conclusiva del percorso rifondativo che ha coinvolto oltre 17mila persone: «I problemi economici di Grillo non sono più i miei, a noi interessano quelli degli italiani».





