giovedì 16 Luglio 2026

Fiamme lambiscono statua Cristo a Maratea. Bardi: ”Attacco a simbolo Basilicata nel mondo, punire responsabili dello scempio”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – ”Un attacco alla bellezza, alla nostra storia e a uno dei simboli più preziosi della Basilicata nel mondo”. Con queste parole di indignazione il della Regione, Vito Bardi, è intervenuto sull’ che ha la collina del Cristo Redentore a Maratea, lambendo la Basilica di San Biagio e costringendo alla chiusura dei camminamenti storici. Nella notte l’incendio ha colpito un’area boschiva, di pregio naturalistico e storico, e nelle prime ore della mattina è stato necessario l’intervento di un Canadair della flotta statale e di un antincendio della Protezione civile regionale per lanci dall’alto, a supporto delle squadre a terra.  

”Le immagini che arrivano da Maratea provocano un profondo dolore in tutti noi – ha detto Bardi – Siamo di fronte a un danno dal punto di vista ambientale, per la perdita di preziosa macchia mediterranea, e d’immagine per una delle perle indiscusse del nostro . Voglio innanzitutto esprimere la mia più sincera gratitudine Vigili del Fuoco, agli operatori della Protezione Civile, ai volontari e alle forze dell’ordine che sono intervenuti tempestivamente e stanno lavorando senza sosta per arginare il fronte del fuoco e garantire la dei cittadini e dei turisti. La decisione di chiudere temporaneamente i camminamenti si è resa purtroppo necessaria per tutelare l’incolumità di tutti, ma l’obiettivo prioritario resta quello di restituire l’area alla piena fruibilità nel minor tempo possibile”.  

Sono in corso sulle cause. ”Seguo con estrema attenzione gli sviluppi e gli accertamenti sulle cause del rogo – ha aggiunto il presidente lucano – Se l’ipotesi dell’origine dolosa, che purtroppo appare quasi certa dalle prime ricostruzioni, dovesse essere ufficialmente confermata, ci troveremmo davanti a un vero e proprio atto criminale contro la nostra terra e la nostra comunità. Auspico con forza che gli inquirenti facciano piena luce sull’accaduto e che i responsabili di questo scempio vengano identificati e puniti con la massima severità”. 

webinfo@adnkronos.com ( Info)

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