mercoledì 6 Maggio 2026
Gaza dimenticata

Gaza dimenticata: i corpi di 8 mila palestinesi sono ancora intrappolati sotto le macerie

Lo conferma un rapporto dei media di Tel Aviv, che cita un funzionario anonimo del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite

Da Maria Vittoria Ciocci
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Sono oltre 70 mila i palestinesi uccisi dai raid israeliani a Gaza. Un numero che però è ben lontano dalla realtà: migliaia di corpi sono ancora intrappolati sotto le macerie. Secondo un rapporto dei media di Tel Aviv, che cita un funzionario anonimo del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, la stima corrisponde a circa 8 mila gazawi abbandonati esanimi sotto le rovine e i calcinacci. Ciò che rimane della Striscia. Solo l’1% dei detriti è stato rimosso ed è un processo che, data la lentezza, si concluderà in più di sette anni.

È una valutazione che si basa sui dati della protezione civile palestinese, i quali denunciano la mancanza di strumenti adeguati per sgomberare più in fretta le aree devastate dalle bombe. Nel frattempo, le famiglie delle vittime rimangono in un limbo tra immobilismo e speranza. In attesa di poter recuperare finalmente i corpi dei loro cari e poterli seppellire. In tutto questo, il Board of Peace di Donald Trump, come volevasi dimostrare, si è rivelato un fallimento.

A Gaza i palestinesi continuano a morire

Israele non si è mai ritirato dalla Striscia di Gaza. Si è stabilito sulla fantomatica Linea Gialla, dominando più della metà del territorio. Neppure Hamas ha accettato il disarmo dei miliziani, come chiedeva invece l’accordo di tregua. Mentre la popolazione soffre ancora la fame, la disidratazione e la totale mancanza di farmaci e strumenti medici. Le Idf, infatti, impediscono ai camion umanitari di oltrepassare il confine secondo il numero stabilito. E, la scorsa settimana, hanno bloccato persino l’accesso alle delegazioni della Forza di stabilizzazione internazionale (Isf).

Non sono mancate poi, in questi mesi, le violazioni dell’accordo di tregua. Più di 800 palestinesi sono stati uccisi, oltre 2.300 feriti. La loro colpa, secondo l’esercito di Tel Aviv, è quella di aver oltrepassato la Linea Gialla – che non è ben identificabile – e di essersi avvicinati troppo alle truppe israeliane.

E mentre a Gaza si continua a morire, il ministro della Sicurezza di Israele Itamar Ben-Gvir ha festeggiato il suo compleanno con una torta sulla quale era raffigurato un cappio. Un dono della moglie Ayala. Per celebrare l’introduzione della pena di morte per i palestinesi ritenuti “terroristi”.

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