giovedì 16 Luglio 2026

Giornata patologie eosinofile, allergologo Caminati: “Diagnosi complessa”

Di La Sintesi Online
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() – Identificare un con sindrome ipereosinofila (Hes) “è tutt’altro che semplice: sintomi spesso aspecifici, esordio variabile e test non sempre dirimenti rendono la diagnosi ancora oggi un percorso complesso, basato sull’integrazione di più elementi clinici e strumentali”. Così Marco Caminati, specialista in allergologia e immunologia clinica e direttore dell’Uoc Allergologia asma Center dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, in occasione della Giornata mondiale delle patologie eosinofile, che si celebra oggi, , richiama l’attenzione sulle principali criticità legate a queste malattie infiammatorie croniche rare causate da un accumulo eccessivo di granulociti eosinofili (un tipo di globuli bianchi) in vari organi o tessuti. 

“I sintomi di esordio, lenti e progressivi o acuti che siano – spiega l’esperto – sono spesso poco specifici e condivisi con altre , comprese le altre patologie eosinofile. Anche gli strumenti diagnostici a disposizione non sono sempre conclusivi. Arrivare a una diagnosi corretta implica ancora un percorso articolato, che richiede l’integrazione della clinica, delle e degli esiti degli esami”. Il riconoscimento precoce e la presa in carico appropriata restano dunque “le principali criticità”. Nonostante la rarità della , l’impatto sulla qualità di vita può essere rilevante. “Oggi – sottolinea Caminati – disponiamo di terapie di precisione che consentono di intervenire alla radice, migliorando significativamente la qualità di vita dei pazienti e riducendo il ricorso prolungato ai corticosteroidi”. Con l’obiettivo di ridurre i tempi della diagnosi e iniziare precocemente la terapia mirata, “a Verona abbiamo istituito e ufficialmente formalizzato un Gruppo interdisciplinare dedicato alle malattie immunologiche rare con ipereosinofilia”, continua Caminati, che è anche coordinatore dell’iniziativa. “Al momento è un esempio abbastanza unico in Italia di un approccio integrato e trasversale al fine di ottimizzare la discussione collegiale e ridurre nettamente le tempistiche di diagnosi e inizio terapia. Il nostro modello gestionale è stato oggetto di pubblicazione sulla rivista internazionale ‘World Allergy Organization Journal’ e speriamo possa contribuire a ridurre le attuali barriere gestionali”. 

Una delle principali leve per migliorare la gestione della Hes è oggi rappresentata dalla raccolta strutturata dei . “Abbiamo recentemente creato Inhes- Italian Network on Hes, una rete collaborativa tra centri specialistici – prosegue l’esperto – per condividere conoscenze, esperienze cliniche e modelli organizzativi”. All’interno di questo progetto si colloca Phleos, piattaforma dedicata alla raccolta di dati clinici anonimizzati sulle patologie eosinofile. “Phleos – spiega Caminati – rappresenta uno strumento chiave perché consente di sistematizzare informazioni oggi frammentate, migliorare la comprensione della e contribuire alla definizione di percorsi di cura sempre più appropriati”. Due le finalità: da un lato rafforzare la ricerca e la conoscenza epidemiologica della Hes e, dall’altro, supportare concretamente la pratica clinica. “Disporre di dati condivisi e strutturati – conclude – significa poter migliorare la diagnosi, ottimizzare la gestione dei pazienti e contribuire a superare le attuali criticità assistenziali in una patologia ancora poco conosciuta”. 

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