giovedì 16 Luglio 2026

Il ‘mistero’ del bidet, le domande surreali degli americani al Washington Post

Di La Sintesi Online
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Tutte le risposte sul ‘mistero’ bidet. Il sanitario è il protagonista di un articolo che trova spazio sul , con la firma della Trisha Pasricha, gastroenterologa e docente alla Harvard Medical School. “Ho ricevuto tantissime domande da persone incuriosite dal bidet, ma non ancora pronte ad acquistarlo. Quindi, dedico la rubrica a voi. le domande più spinose sul bidet che mi avete inviato e cosa dovete sapere”, scrive il

Le domande appaiono surreali se valutate con i parametri italiani. Il bidet a queste latitudini è presente in tutte le case. In America, invece, è un ‘alieno’ che comincia a farsi largo nei bagni delle case a stelle e strisce. Lo scetticismo è ancora molto, se un quotidiano come il WP decide di schierare la sua esperta di punta per sviscerare il tema. 

Prima domanda: le mani si sporcano? “No e no. In realtà, la questione è stata studiata e i risultati dicono l’opposto: le mani avranno circa 10 volte meno microbi se si usa il bidet rispetto a quando ci si pulisce con la carta igienica”. 

Negli Usa, si diffondono bidet abbinati al water. ‘è chi teme di dover utilizzare ‘ sporca’. “Assolutamente no. Credo che questo sia uno dei più grandi fraintendimenti sul bidet. Il bidet non spruzza l’acqua direttamente nella tazza del water. Il bidet è dotato di un ugello separato che utilizza acqua pulita (la stessa del lavandino) e la spruzza. L’ugello è posizionato verso l’alto e lontano dall’acqua sporca, quindi non c’è alcuna possibilità di spiacevoli schizzi”. 

Gli americani, a quanto pare, temono che l’uso del bidet possa creare un lago in bagno. “L’acqua non finirà dappertutto. Perché? Per ‘colpa’ vostra. Siete voi a bloccare il flusso che è preciso e delicato: pensate a una , non a una manichetta antincendio”. 

Al peggio non c’è mai fine. E la gastroenterologa deve rispondere a domande surreali. “Come ci si asciuga? Con un asciugamano, amico mio. E’ gelato? C’è l’acqua calda”. L’uso del sanitario si fa apprezzare anche per l’impatto ambientale: il consumo di acqua è ridotto se paragonato al materiale e alle procedure necessarie per produrre carta igienica in abbondanza. 

Infine, la valutazione medica. “Come gastroenterologa, lo consiglio a molte persone: a chi soffre di emorroidi, diarrea cronica o sindrome dell’intestino irritabile; alle che hanno appena partorito e hanno dolori dappertutto; alle persone con il morbo di Parkinson o che semplicemente hanno problemi di equilibrio e faticano a raggiungere quella zona”. 

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