A Tel Aviv, il prossimo 6 maggio, il ministro della Sicurezza compirà cinquant’anni. È Itamar Ben-Gvir, colui che ha chiesto e ottenuto l’introduzione della pena di morte per i prigionieri palestinesi identificati come terroristi. E così la moglie Ayala, per festeggiare il suo successo, gli ha donato una torta che vede sulla glassa la raffigurazione di un cappio. La donna si mostra in favore di telecamera sorridente e rivolge un bacio sulla guancia al marito. I due si approcciano così, con allegria e sollievo, alla morte. A completare la decorazione, incisa la didascalia: “Congratulazioni al ministro Ben-Gvir, a volte i sogni diventano realtà”.
Presenti al party anche alcuni vertici della polizia, che sono stati autorizzati a partecipare dal capo delle forze dell’ordine Daniel Levy. Un dettaglio inusuale, fortemente contestato dai leader dell’opposizione, Naftali Bennett e Yair Golan. Secondo i due membri della Knesset, “un funzionario pubblico che viola il suo dovere di lealtà verso lo Stato e sfrutta la sua posizione in modo politico anziché professionale, è da rimuovere immediatamente”.
E Ben-Gvir, che già scherza sulla vita umana dei palesinesi, non ha potuto che rispondere con l’ennesima battuta: “Naftali non ha amici e nemmeno rapporti di lavoro: mandategli una fetta di torta dalla festa”. Parole che non hanno scalfito Golan, il quale ha incalzato le forze di polizia e il ministro. Per lui, è “una vergogna” che Levy abbia mandato “i suoi colleghi a umiliarsi durante una festa politica mentre la criminalità dilaga”. E aggiunge: “Chiunque preferisca l’adulazione a buon mercato di un ministro criminale alla sicurezza pubblica non merita di comandare”.
🔴 When incitement to kill Palestinian hostages becomes a “birthday cake,” it reveals the true mentality governing the policies of the occupation.
📌 What Itamar Ben-Gvir did is not a slip-up or a bad joke, but rather a reflection of an approach based on dehumanizing… pic.twitter.com/RRw0OBI8UH
— Sahat English 🇵🇸 (@sahatenglish) May 3, 2026
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