lunedì 28 Settembre 2026
Benjamin Netanyahu e Ali Larijani ph Ansa

Netanyahu conferma l’uccisione di Larijani: “Stiamo aiutando l’Iran a liberarsi”

Ma Teheran smentisce e pubblica un messaggio del capo della sicurezza iraniana: “Io colpito? È propaganda”.

Di Silvia Forconi
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La notte di Teheran è stata segnata da una serie di mirati che potrebbero aver cambiato il corso del conflitto: il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato l’uccisione di Ali Larijani, capo della sicurezza iraniana, e di Gholamreza Soleimani, comandante della forza paramilitare Basij. “Ora si trovano nelle profondità dell’inferno”, ha commentato convinto.

Secondo l’Idf, l’eliminazione di Soleimani, accusato di aver guidato le violente repressioni interne contro i civili, è un «duro colpo alle strutture di del regime». Secondo un comunicato dell’Idf, Larijani sarebbe stato localizzato nei pressi di Teheran al momento dell’attacco. L’esercito israeliano avrebbe compiuto una operazione mirata basata su informazioni di intelligence e colpendo il Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano.

Ma il giallo si infittisce: mentre Israele canta vittoria, sul profilo X di Larijani è comparso un messaggio scritto a mano che celebra i “martiri della Marina”, un segnale che Teheran per smentire la del suo e gridare alla propaganda nemica.

Netanyahu: “Larijani è stato ucciso”

A stretto giro è arrivata la conferma dell’uccisione anche da parte del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. “Israele ha eliminato questa mattina Ali Lrijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e capo delle Guardie della Rivoluzione, la banda di gangster che di fatto gestisce l’Iran”, ha dichiarato in video.

Il ha sostenuto che con questa uccisione si sta cercando di aiutare il popolo iraniano a liberarsi. “Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e minando questo regime nella speranza di dare al popolo iraniano l’opportunità di rimuoverlo“, ha sostenuto, riconoscendo che si tratta di un percorso che non avrà vita breve.

Una posizione del tutto allineata con quella del ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, il quale ha sottolineato che gli Usa aveva imposto una taglia di 10 milioni di dollari su Larijani, per poi aggiungere: “Noi lo abbiamo ucciso gratis”.

Ambasciata Usa sotto attacco a Baghdad

La tensione si è spostata immediatamente in , dove l’ambasciata americana a Baghdad è finita nel mirino di una rappresaglia che sembra la risposta diretta ai raid su Teheran. La situazione non è ancora chiara,  il post di Larijani potrebbe essere sia un testamento politico postumo sia la prova che sia ancora vivo. Nel frattempo, Israele conferma che nel raid è morto anche il vice di Soleimani, definendo i Basij come luogo chiave dell’apparato terroristico iraniano. La diplomazia internazionale trema davanti a quello che sembra un punto di non ritorno, con le basi americane nella regione in stato di massima per possibili nuovi attacchi nelle prossime ore.

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