mercoledì 16 Settembre 2026

Malapelle (Islb): “Biopsia liquida per terapia mirata in cancro seno metastatico”

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – La biopsia liquida “è una delle procedure che sta permettendo di realizzare il percorso di caratterizzazione molecolare, in questo caso per le pazienti con tumore della mammella in stadio avanzato, ma in generale per molti tumori solidi. Si tratta di una procedura minimamente invasiva – un semplice di sangue – da cui viene estratto il tumorale circolante. Questo viene poi analizzato per individuare la presenza di alterazioni che possono rappresentare marcatori predittivi, positivi o negativi, di risposta trattamenti. Nel caso specifico del tumore della mammella, permette di identificare questi marcatori e di indirizzare le pazienti verso terapie a bersaglio molecolare. E’, a tutti gli effetti, una delle procedure che sta ridefinendo il panorama diagnostico e predittivo per i farmaci di nuova “. Lo ha detto Umberto Malapelle, coordinatore del Gruppo di molecolare e medicina di precisione della Siapec – Società italiana di anatomia patologica e citopatologia diagnostica e presidente Islb-International Society of Liquid Biopsy, partecipando oggi a all’ organizzato dalla comunità oncologica e delle dei pazienti per fare il punto sulla medicina di precisione nella cura del tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 e sull’accesso alla biopsia liquida.  

Lo svolgimento del ha bisogno di una competenza particolare. “La fase di caratterizzazione – spiega l’esperto – richiede un expertise profondo, che si sviluppa all’interno dei laboratori di anatomia patologica e di patologia molecolare predittiva. Richiede l’accesso a infrastrutture dedicate, ma soprattutto un solido know-how: l’interpretazione dei risultati emersi da queste analisi necessita di una formazione specifica, poiché si lavora su micro-tracce di informazione. Eppure, queste tracce possono rappresentare un vero spartiacque per la cura dei pazienti”. 

Proprio per questo “bisogna investire su questa tecnologia che è prima di tutto un’opportunità per i malati – sottolinea Malapelle – E’ necessario investire e formazione per garantire l’accesso a questi test, consentendo così di selezionare il miglior percorso terapeutico che un oncologo possa disegnare, sulla base delle caratterizzazioni offerte dal patologo molecolare e dall’anatomopatologo”. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata