giovedì 13 Agosto 2026

Mercati, petrolio sopra 90 dollari e oro ai massimi: il prezzo dell’incertezza

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – I timori che un tra Stati Uniti e Iran siano più lontani tornano a farsi sentire sui . E hanno due : quello dell’energia, che sale quando aumentano i dubbi per gli approvvigionamenti, e quello dell’oro, che si rafforza quando investitori e banche centrali cercano protezione. e oro, in questa fase, raccontano la stessa storia: l’incertezza geopolitica. Il Brent ha superato i 90 dollari al barile, mentre il Wti ha oltrepassato quota 85 dollari. L’oro viaggia sui massimi degli ultimi due mesi, a un passo dai 4.500 dollari l’oncia. È il doppio prezzo che il potrebbe trovarsi a pagare dopo aver scommesso con eccessiva fiducia sulla possibilità di un accordo più vicino tra Iran e Stati Uniti. 

“La correlazione tornata evidente tra oro e petrolio – spiega ad Adnkronos Angelo Drusiani, analista ed esperto di materie prime e metalli preziosi – significa che aumentano i dubbi sulla capacità reale di tenuta dei prezzi nel medio-lungo . L’utilizzo delle riserve petrolifere ha contribuito a calmierare il prezzo del e, nello stesso tempo, non ha interrotto il rally dell’azionario, determinando un calo delle quotazioni dell’oro. Adesso questa relazione potrebbe essere cambiata”. 

Le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti sono scese sotto i 300 milioni di barili, attestandosi a 298,7 milioni, il livello più basso dal 1983. Un dato che fotografa la pressione sulle scorte americane in una fase segnata dalle tensioni con l’Iran. Sul fronte energetico, però, il punto non è soltanto quanto costa oggi un barile di petrolio o un megawattora di . Conta soprattutto quanto rischio geopolitico viene incorporato nei prezzi. Ed è proprio l’ uno dei nodi centrali. Un nuovo rincaro dell’energia potrebbe rendere più complesso il lavoro delle banche centrali, chiamate a trovare un equilibrio tra la necessità di sostenere la crescita e quella di evitare una nuova accelerazione dei prezzi. Dall’altra parte c’è l’oro. Il metallo prezioso continua a rappresentare uno dei principali beni rifugio nelle fasi di maggiore incertezza. A sostenerne le quotazioni non sono soltanto le tensioni geopolitiche, ma anche gli acquisti delle banche centrali, le aspettative sui tassi di interesse e i movimenti del dollaro. 

“Per chi investe – osserva Drusiani – petrolio e oro rappresentano due degli asset prevalenti per la dei portafogli. Non è casuale che, quando i prezzi salgono, aumenti anche la percezione del rischio di una crisi globale, anche se al momento non sono evidenti cambi di rotta nello scenario complessivo”. Il consiglio dell’analista resta improntato alla prudenza: “È troppo rischioso fare previsioni in questa fase. Per chi non ha una conoscenza approfondita dei mercati, meglio stare lontano dal comparto energetico e aurifero”. Il messaggio che arriva dai mercati è quindi chiaro: se energia e oro salgono contemporaneamente, gli investitori stanno tornando ad attribuire un prezzo più alto all’incertezza. Non necessariamente un segnale negativo. Più pericoloso sarebbe un mercato capace di continuare a correre ignorando i fattori di destabilizzazione e accumulando rischio sotto la superficie. 

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