giovedì 16 Luglio 2026

Mondiali 2026, Messi con Yamal bambino: la storia dietro la foto

Di La Sintesi Online
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Nel lontano 2007 l’Unicef e il Barcellona pensarono ad un calendario a scopo benefico, studiando degli scatti in cui i giocatori del club blaugrana posavano con alcune famiglie che negli anni precedenti si erano appoggiate all’ente. Per entrare tra le immagini del calendario era necessario vincere una lotteria e il destino ha anticipato quello che succederà domenica nella finale del Mondiale 2026, facendo incontrare proprio Leo Messi e Lamine Yamal, che domenica si sfideranno da superstar in Spagna-. La foto è diventata celebre quando il papà di Yamal Mounir Nasroui, nell’estate del 2024, la pubblicò su Instagram ma è diventata virale dopo la qualificazione dell’Argentina alla finale per difendere il titolo contro le Furie Rosse. Ma a svelare la vera storia della foto è stata l’Unicef.  

“Domenica sera gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sulla finale dei tra Argentina e Spagna. Eppure, ieri, nei commenti post-partita che hanno celebrato questo storico traguardo, tutti hanno mostrato la foto virale di Messi e Yamal, ma nessuno ha spiegato davvero cosa c’è dietro. Avete tutti tralasciato la storia vera, che per noi dell’Unicef parte da lontano, per l’esattezza da un bagnetto in una bacinella di plastica nel 2007”, ha spiegato Andrea Iacomini, Portavoce dell’Unicef Italia in alla foto scattata nel 2007 quando la squadra di calcio del Barcellona, in cui militava all’epoca il giovanissimo argentino, fece un calendario con Unicef, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di diritti dell’, all’epoca suo . Nell’immagine Leo Messi prende in braccio Lamine Yamal e gli fa un bagnetto quando la oggi superstar della Spagna aveva pochi mesi e la Pulce 20 anni. 

“Tutti vedono lo scatto per il calendario benefico del Barcellona per l’Unicef, in cui un giovanissimo fa il bagno a un di soli cinque mesi che oggi sappiamo essere Lamine Yamal”, prosegue il Portavoce dell’Unicef. “Oggi, a meno di vent’anni di distanza, quei due si affrontano sul tetto del mondo. Ma c’è un filo azzurro Unicef che li unisce ancora: entrambi sono diventati Ambasciatori di Buona Volontà (Goodwill Ambassador) dell’Unicef. Lionel Messi lo è da anni, e il giovane Lamine Yamal lo è diventato ufficialmente proprio quest’anno, a giugno 2026, per difendere il diritto al gioco di ogni bambino. E questa non è solo una coincidenza incredibile”, ha spiegato Iacomini. 

“Questa è la metafora perfetta di quello che facciamo ogni giorno. Quando l’Unicef entra nella vita di un bambino vulnerabile, in un quartiere difficile come lo era quello di Mataró per Yamal, non sta solo offrendo un aiuto immediato: sta seminando futuro. Sta dando a quel bambino la possibilità di crescere, di giocare, di sognare e, in questo caso, di diventare uno dei calciatori più forti del pianeta e un paladino dei diritti dell’infanzia per le . Spesso ci si dimentica della capillarità e della forza storica del dell’Unicef nel mondo”, ha aggiunto il portavoce dell’Unicef.
 

“Questa finale, con il logo Unicef che brilla idealmente attraverso le storie di questi due immensi campioni, è un picco di visibilità straordinario”, ha concluso Iacomini. “Ma è soprattutto un promemoria per tutti noi: sostenere l’Unicef significa credere nel potenziale infinito di ogni singolo bambino. Chissà quanti altri Messi o Yamal stiamo aiutando a crescere oggi nei teatri di guerra, nei campi profughi o nelle periferie dimenticate del mondo. Domenica vincerà il migliore sul campo, ma per l’infanzia e per l’Unicef il miracolo è già compiuto”. 

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