martedì 15 Settembre 2026
Meloni Piantedosi

Proroga dei controlli con la Spagna: il Viminale evoca il terrorismo, ma i dati dicono altro

Il ministro Piantedosi estende di altri 15 giorni le verifiche sui voli e sulle navi in arrivo da Madrid citando "elevati rischi di sicurezza e infiltrazioni". Eppure, il bilancio operativo parla di appena 31 respingimenti su 700 mila passeggeri controllati: una misura d'immagine più che di sostanza

Di Redazione
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L’ estende di ulteriori due settimane il ripristino delle verifiche alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. La decisione, formalizzata dal ministro dell’Interno Matteo tramite una comunicazione ufficiale inviata alla Commissione europea e ai colleghi dell’Unione, prolunga il blocco della libera circolazione in vigore tra i due Paesi. Secondo quanto reso noto dal Viminale, il provvedimento è scaturito dall’esito delle analisi condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere. Alla base della misura, sostiene l’, permangono «elevati profili di rischio per la sicurezza interna» oltre al di ipotetiche infiltrazioni di matrice terroristica.

La retorica del rischio smentita dalle cifre del Ministero

L’allarme ventilato dalle istituzioni si scontra con i numeri ufficiali forniti dall’apparato ministeriale sulle verifiche svolte ai valichi. Per giustificare la degli accordi di Schengen, il Viminale evoca la alla sicurezza nazionale, ma l’esito reale delle operazioni fotografa un’altra realtà. Su circa 700 mila passeggeri verificati tra porti e aeroporti e oltre 180 mila persone sottoposte a identificazione, le persone respinte alla sono state appena 31 in un mese intero, accompagnate da soli 6 arresti. Una percentuale di respingimenti pari allo 0,004% dei controllati che rende evidente la sproporzione tra la narrativa dell’emergenza e l’impatto effettivo sui flussi.

Il cortocircuito della propaganda sui confini

L’ostentazione dei alle frontiere europee rischia così di configurarsi come una misura prevalentemente propagandistica. La retorica della “frontiera blindata” contro l’incubo terrorismo si infrange sulla consistenza reale dei fermi, sollevando perplessità sull’utilità di un provvedimento che impone rallentamenti ai viaggiatori senza generare riscontri decisivi per la sicurezza. Il divario tra i comunicati di allarme e le 31 non ammissioni complessive riduce la proroga a una prova di forza simbolica, spesa sul piano ma sprovvista di riscontri nei della Polizia di Stato.

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