lunedì 15 Giugno 2026
Remigrazione

Roma divisa in piazza. In migliaia per la remigrazione, ma i collettivi studenteschi rispondono: “Respingiamoli”

Oltre 2 mila agenti della polizia sono stati dispiegati per garantire la sicurezza. Davanti al Mit si fermano gli attivisti antirazzisti che attaccano il vicepremier Salvini

Da Redazione
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Roma è rimasta blindata per l’intera giornata. Sono quattro le manifestazioni che hanno dominato le strade della Capitale: il corteo a favore della , il presidio antifascista e antirazzista, la manifestazione dei “Pro-Life” e infine il raduno dei giovani palesinesi. Per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza, il Comune ha schierato oltre 2 mila agenti delle forze dell’ordine.

Contro i migranti

Il corteo è partito dal quartiere Prati di Roma, spostandosi verso piazza della Libertà e passando per piazza del Risorgimento, fino a raggiungere via Cola di Rienzo. Secondo i promotori, più di 10 mila persone sono scese nelle strade – le agenzie parlano solo di “alcune migliaia”, ndr – a favore della remigrazione. Tra i partecipanti, anche il portavoce di CasaPound Luca Marsella e i rappresentanti di Forza Nuova. Un raduno, insomma, in perfetto stile estrema destra.

Tra le bandiere del tricolore portate con fierezza e gli slogan contro antifascisti, comunisti e cittadini musulmani, non poteva mancare l’Inno di Mameli e le urla che reclamavano: “Duce, duce, duce”. Non sono mancati all’appello neppure gli elogi alle camicie nere e, qua e là, partecipanti che rivolgevano ai compagni i saluti romani.

Un clima teso contro gli immigrati e a favore della potenziale sulla remigrazione che, stando a quanto afferma il vicepresidente del comitato Salvatore Ferrara, avrebbe superato le 150 mila firme. Tra i punti nevralgici della proposta figurano economici per gli stranieri regolari non integrati che rinunciano al permesso di soggiorno e alla cittadinanza italiana per tornare nei rispettivi Paesi d’origine.

Iniziativa che dimentica la matrice dell’immigrazione: , fame, precarietà, povertà, malattie, aggressioni, discriminazione e molto altro. Una condizione nella quale è difficile che un essere umano intenda ritornare, pur ricevendo un incentivo economico. Ma qualcuno, negli slogan, è stato più netto.

Primo fra tutti, Marsella: “Noi vogliamo ricacciare a calci nel c.. gli immigrati irregolari che stuprano le nostre donne e aggrediscono i nostri anziani. E vogliamo mandare a casa anche quelli regolari che non sono integrati. Ma non con la deportazione: anzi, offrendo addirittura degli incentivi”. Una “gentile” concessione insomma.

“Respingiamoli”

A difendere i diritti dei cittadini stranieri sono, ancora una volta, i giovani. In particolare, i collettivi studenteschi. Partiti da piazzale del Verano, hanno raggiunto Porta Pia. Si sono fermati davanti alla sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit). Tra i partecipanti, Unione Sindacale di Base (Usb), Rete dei Comunisti, Potere al Popolo, movimenti per la casa e Pro-Pal.

In un migliaio hanno gridato: “Respingiamoli”. Rivendicazione che ha seguito una di attacchi contro il vicepremier Matteo Salvini, definito “mandante della remigrazione”. I hanno dato alle fiamme una ruspa e un carro armato di cartone e polistirolo, provocando una colonna di fumo nero e accendendo nel frattempo dei fumogeni colorati. Mentre due attivisti hanno scaricato sacchi di letame davanti al ministero. Su questo il segretario della ha commentato: “Rivoluzionari e pacifici? No, semplicemente idioti. Come diceva il grande Silvio Berlusconi, sono ancora oggi dei poveri comunisti”.

Ma la protesta non ha riguardato solo il nodo dell’immigrazione, ma anche il . Al è stato chiesto lo stop degli sfratti, sgomberi e pignoramenti. L’attenzione dei manifestanti si è concentrata su guerra, razzismo e sfruttamento. E anche se in alcuni momenti sembrava che le tensioni degenerassero, non si sono registrati scontri fisici o tentativi di forzare il muro degli agenti di polizia.

Pro-Vita

Circa 20 mila persone, così dicono gli organizzatori, hanno sfilato da piazza della Repubblica a piazza di San Giovanni in Laterano in occasione della manifestazione nazionale “Scegliamo la Vita”. L’evento, promosso dall’associazione Pro Vita & Famiglia, ha voluto riaccendere i riflettori sui temi della bioetica, del contrasto all’aborto e del sostegno alla natalità.

Dal palco, i portavoce della manifestazione Massimo Gandolfini e Maria Rachele Ruiu hanno avanzato una serie di richieste: interventi concreti a favore della natalità, il divieto delle pillole del giorno dopo e l’abrogazione della circolare Speranza relativa alla pillola RU486. Nel mirino dei promotori sono finite anche le tecniche di fecondazione assistita.

Alla manifestazione hanno preso parte diversi esponenti politici, tra cui l’eurodeputato Paolo Inselvini, la deputata Maddalena Morgante, l’assessore regionale Simona Baldassarre, la consigliera laziale Chiara Iannarelli e l’ex senatore .

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