Dal 1° agosto e per un mese l’Italia reintroduce i controlli alle frontiere marittime e aeree con la Spagna, sospendendo temporaneamente l’applicazione delle regole di Schengen su quella tratta. La misura, annunciata dal Ministero dell’Interno, non comporta la chiusura dei collegamenti tra i due Paesi, ma il ritorno di verifiche ai punti di ingresso negli aeroporti e nei porti italiani.
Secondo il Viminale, i controlli saranno effettuati dalla polizia di frontiera in modo “mirato” e “selettivo”, con particolare attenzione ai cittadini di Paesi terzi che arrivano in Italia dopo essere transitati dalla Spagna.
Che cos’è il Trattato di Schengen
L’Accordo di Schengen, firmato nel 1985 e poi integrato nel diritto dell’Unione europea, ha creato uno spazio di libera circolazione tra i Paesi aderenti. In quest’area le persone possono attraversare le frontiere interne senza essere sottoposte a controlli sistematici ai valichi, negli aeroporti o nei porti.
La libera circolazione, però, non significa assenza di controlli. Le forze di polizia possono comunque effettuare verifiche sul territorio nazionale e restano in vigore gli obblighi di identificazione previsti dalle leggi dei singoli Stati.
Quando è possibile sospendere Schengen
Le norme europee consentono agli Stati membri di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne in presenza di una grave minaccia per la sicurezza interna o per l’ordine pubblico. Si tratta di una misura eccezionale che deve essere notificata alla Commissione europea e agli altri Stati membri, indicando motivazioni e durata.
Negli ultimi anni questa possibilità è stata utilizzata in diverse occasioni: durante grandi eventi internazionali, per emergenze legate al terrorismo, nel periodo della pandemia da Covid-19 e, più recentemente, da alcuni Paesi europei per esigenze connesse ai flussi migratori.
Cosa cambia per chi viaggia
Secondo quanto comunicato dal Viminale, i cittadini italiani, spagnoli e degli altri Paesi dell’Unione europea continueranno a viaggiare normalmente tra Italia e Spagna, senza nuovi adempimenti burocratici o obblighi di visto.
I controlli riguarderanno soprattutto i cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna, per verificare che siano in possesso dei documenti che consentono la circolazione nello spazio Schengen. Resta però da capire come questa selezione sarà effettuata nella pratica, soprattutto negli aeroporti dove i passeggeri sbarcano contemporaneamente dagli stessi voli.
I possibili effetti su aeroporti e porti
L’introduzione delle verifiche potrebbe tradursi in tempi di attesa più lunghi negli scali italiani, in particolare durante il periodo estivo, caratterizzato da un elevato numero di partenze e arrivi. Le autorità parlano di controlli selettivi proprio per limitare i disagi, ma l’impatto concreto dipenderà dal volume di traffico e dall’organizzazione degli scali.
Non è escluso che vengano predisposti percorsi differenziati per alcune categorie di passeggeri, anche se al momento non sono stati forniti dettagli operativi.
Le ragioni della misura
Il Ministero dell’Interno collega la decisione alle più recenti valutazioni del Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere, presieduto dal ministro Matteo Piantedosi. Parallelamente è stato avviato un coordinamento con la Francia per rafforzare i controlli lungo il confine terrestre, nell’ambito della collaborazione già esistente tra le forze di polizia dei due Paesi.
La sospensione temporanea dei controlli prevista da Schengen, dunque, non rappresenta un’uscita dall’area di libera circolazione, ma uno strumento previsto dalle stesse regole europee per affrontare situazioni considerate eccezionali. Al termine del periodo annunciato, salvo eventuali proroghe motivate, il regime ordinario di libera circolazione tornerà ad applicarsi.
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