giovedì 13 Agosto 2026
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Svolta doganale in Europa: le novità per i consumatori

Svolta doganale 2026 - Un imminente incremento tariffario rischia di penalizzare i consumatori italiani rispetto al resto d'Europa a causa di una doppia imposizione

Di Davide Cannata
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Le istituzioni dell’Unione Europea hanno deciso di introdurre, a partire da luglio, un dazio fisso di tre euro applicato a ogni piccolo pacco proveniente da paesi extra-UE. La misura elimina la storica franchigia doganale che fino ad oggi esentava le di valore inferiore a 150 euro, ridisegnando in modo strutturale il panorama del commercio digitale transfrontaliero.

Il doppio peso fiscale per i italiani

Per chi acquista online dall’Italia la situazione si preannuncia particolarmente gravosa, a di una sovrapposizione tra normativa europea e disposizioni nazionali. La legge di Bilancio ha previsto un contributo aggiuntivo italiano di due euro per spedizione che, dopo una serie di proroghe, dovrebbe scattare in coincidenza con il nuovo dazio comunitario. Qualora il Ministero dell’Economia non intervenisse per rivedere il provvedimento, gli acquirenti si troverebbero a pagare un rincaro complessivo fisso di cinque euro a cui si aggiunge, come di consueto, l’IVA ordinaria.

L’allarme delle associazioni di categoria

Il mondo delle associazioni di settore ha reagito con forza, denunciando i rischi concreti di questa doppia imposizione. Confetra ha stimato che la misura combinata provocherebbe un crollo del 50% dei traffici verso gli hub logistici nazionali. Il presidente Carlo De Ruvo ha inviato una lettera formale al ministro Giancarlo Giorgetti, chiedendo la cancellazione della tassa domestica e avvertendo del rischio di perdere circa 25 milioni di euro di gettito. Anche Confcommercio ha espresso perplessità, pur riconoscendo la logica del dazio europeo come strumento di contrasto alla concorrenza sleale dei colossi asiatici. La tassa nazionale puntava a incassare 122,5 milioni di euro nel 2026, con proiezioni che ipotizzavano il doppio nel 2027, ma le simulazioni di Confetra dipingono uno scenario opposto: mantenendo solo il dazio europeo, l’erario incasserebbe circa 153,1 milioni di euro tra luglio e novembre, mentre la doppia imposizione ridurrebbe le entrate a soli 127,6 milioni a causa della contrazione dei volumi.

Il rischio di deviazione delle e il contesto globale

Il pericolo più immediato per la è la possibile deviazione dei flussi merci verso paesi europei più convenienti come Belgio, Ungheria o Paesi Bassi. I dati dell’Agenzia delle relativi ai primi due mesi dell’anno confermano già un dimezzamento effettivo delle spedizioni, un segnale allarmante che dimostra la facilità con cui vettori e operatori possono riorientare i propri flussi su scala continentale. Il dazio comunitario resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, data in cui entrerà a regime il nuovo sportello doganale digitale europeo. A giustificare l’intervento, la Commissione Europea ha evidenziato che il volume di piccoli pacchi in arrivo è raddoppiato ogni anno dal 2022: nel solo 2024 sono transitati nel mercato unico 4,6 miliardi di colli, di cui il 91% proveniente dalla . Il ministro Adolfo Urso ha parlato di una vera commerciale, acuita indirettamente dalle barriere tariffarie introdotte dagli Stati Uniti.

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