Taiwan accelera sulla difesa e prepara per il 2027 un nuovo record di spesa militare. Il presidente Lai Ching-te ha annunciato oggi, lunedì 17 agosto, un piano che porterà il bilancio destinato alla difesa oltre quota 1.122,5 miliardi di dollari taiwanesi, pari a circa 31,4 miliardi di dollari statunitensi. L’aumento raggiungerà circa il 16% rispetto all’anno precedente e porterà per la prima volta la spesa oltre il 3% del prodotto interno lordo. Taipei presenta la decisione come una scelta strategica per rafforzare la capacità di autodifesa dell’isola e, allo stesso tempo, mantenere la pace nello Stretto di Taiwan.
Un investimento record per rafforzare la deterrenza
Nel presentare il nuovo piano, Lai Ching-te ha collegato direttamente l’aumento delle risorse alla necessità di garantire la sicurezza nazionale. Il presidente taiwanese considera la spesa militare non soltanto come un costo per lo Stato, ma come uno strumento attraverso il quale Taipei intende aumentare la propria capacità di deterrenza. “Un investimento nella pace”: questa è la linea indicata da Lai, che punta a sostenere una maggiore preparazione delle forze armate davanti alla crescente pressione esercitata dalla Cina.
Il superamento della soglia del 3% del PIL rappresenta un passaggio particolarmente significativo. Taiwan negli ultimi anni ha progressivamente aumentato le risorse destinate alla sicurezza, ma il nuovo programma segna un ulteriore salto di livello. L’obiettivo del governo consiste nel rafforzare le capacità militari dell’isola in un contesto nel quale le attività delle forze armate cinesi intorno a Taiwan continuano a rappresentare una delle principali preoccupazioni strategiche per Taipei e per i suoi partner internazionali.
La Cina aumenta la pressione intorno all’isola
La decisione di Taipei arriva dopo mesi caratterizzati da una crescente attenzione alle attività militari cinesi nell’area. Pechino considera Taiwan parte del proprio territorio e non rinuncia all’obiettivo della riunificazione, mentre il governo taiwanese respinge le rivendicazioni di sovranità della Cina e insiste sul diritto della popolazione dell’isola a determinare il proprio futuro.
Negli ultimi giorni Taiwan ha inoltre concluso le esercitazioni militari annuali Han Kuang, che hanno simulato diversi scenari di crisi, compresa la possibilità di un blocco marittimo cinese. Le forze armate taiwanesi hanno svolto attività finalizzate a verificare la capacità di reagire a un eventuale attacco e a garantire la continuità delle comunicazioni e dei servizi essenziali anche durante una situazione di emergenza. Le esercitazioni hanno coinvolto anche la popolazione civile, con simulazioni legate alle incursioni aeree e alla gestione delle emergenze.
Droni, navi e nuove capacità militari
Il nuovo aumento della spesa si inserisce in un più ampio programma di modernizzazione delle forze armate taiwanesi. Taipei vuole sviluppare capacità che possano aumentare la possibilità di resistere a un eventuale attacco e rendere più difficile qualsiasi tentativo di blocco dell’isola. Droni, sistemi navali, difesa aerea, missili e capacità di risposta asimmetrica rappresentano alcuni degli ambiti sui quali Taiwan continua a concentrare risorse.
Il tema dei droni assume un’importanza particolare perché Taiwan vuole aumentare la produzione nazionale e ridurre le proprie vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento. Il governo considera inoltre fondamentale rafforzare la capacità dell’isola di mantenere aperte le proprie vie di comunicazione e di rifornimento in caso di crisi. La strategia punta quindi a costruire una difesa capace di operare anche in uno scenario nel quale le forze taiwanesi debbano affrontare una pressione simultanea sul fronte terrestre, marittimo, aereo e digitale.
Il nodo politico resta il Parlamento
L’aumento annunciato da Lai Ching-te dovrà però affrontare anche un passaggio politico complesso. Il governo deve infatti confrontarsi con un Parlamento nel quale le forze di opposizione dispongono della maggioranza e negli ultimi mesi hanno contestato e rallentato diversi provvedimenti finanziari dell’esecutivo. La questione della spesa militare potrebbe quindi diventare uno dei principali terreni di scontro tra maggioranza presidenziale e opposizione.
Il confronto assume ancora maggiore rilievo dopo i ritardi che hanno accompagnato l’approvazione del bilancio annuale. Il Parlamento ha approvato il bilancio del governo soltanto dopo un lungo stallo politico, mentre il governo di Lai continua a chiedere maggiore rapidità nelle decisioni che riguardano la sicurezza nazionale. L’esecutivo considera infatti la modernizzazione delle forze armate una priorità che non può subire rallentamenti mentre la situazione nello Stretto di Taiwan resta delicata.
Washington guarda alle scelte di Taipei
La decisione taiwanese arriva inoltre in un momento nel quale gli Stati Uniti chiedono agli alleati e ai partner dell’area indo-pacifica di assumere una maggiore responsabilità nella propria sicurezza. Per Taipei, l’aumento della spesa rappresenta quindi anche un segnale rivolto a Washington e agli altri Paesi interessati alla stabilità della regione: Taiwan vuole dimostrare di essere pronta a investire direttamente nella propria difesa e a sostenere una parte maggiore dei costi necessari per mantenerla.
La scelta di superare i 1.122,5 miliardi di dollari taiwanesi per il 2027 conferma così una tendenza ormai evidente. Taiwan considera la sicurezza nazionale una priorità crescente e intende destinare risorse sempre maggiori alla preparazione militare. Per Lai Ching-te, rafforzare la difesa significa aumentare la capacità di evitare il conflitto attraverso la deterrenza. Per Pechino, invece, ogni rafforzamento militare di Taipei rappresenta un ulteriore elemento di tensione nei rapporti tra le due sponde dello Stretto.
Il nuovo bilancio militare diventa quindi molto più di una semplice voce di spesa pubblica. La cifra record annunciata da Taipei rappresenta una scelta politica e strategica destinata a incidere sugli equilibri dell’Asia orientale. Nei prossimi mesi il Parlamento dovrà discutere e valutare il piano, mentre il governo cercherà di trasformare l’annuncio in risorse concrete per la modernizzazione delle forze armate. Sullo sfondo resta la principale questione geopolitica: mantenere la stabilità nello Stretto di Taiwan mentre aumentano le capacità militari dell’isola e la pressione esercitata dalla Cina.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





