Il cinquantesimo compleanno di Francesco Totti ha riportato inevitabilmente al centro dell’attenzione il legame tra il Capitano e la Roma. Gli auguri sono arrivati da ogni parte, dentro e fuori il Grande Raccordo Anulare, mentre attorno al campione si sono raccolti familiari, amici e tifosi. La compagna, i figli, il viaggio a Las Vegas, la Maxima, il libro e le celebrazioni hanno accompagnato una ricorrenza particolarmente significativa.
Anche la Roma ha scelto di rendere omaggio al suo storico numero 10 con un lungo racconto dedicato alla sua carriera. Il club ha ripercorso la storia di Francesco Totti attraverso una sorta di viaggio dalla A alla Z, partendo da Aalst, legata al suo primo gol europeo, fino ad arrivare a Zeman, l’allenatore che contribuì in maniera importante alla sua definitiva consacrazione.
Un tributo quasi inevitabile nei confronti di quello che la storia romanista considera uno dei suoi massimi simboli. Totti ha indossato soltanto la maglia della Roma e ha riscritto numerosi record del club. Eppure, nonostante le celebrazioni, il rapporto tra il Capitano e la società continua a rimanere distante.
Il rapporto interrotto dopo l’addio alla dirigenza
La frattura risale al periodo successivo al ritiro dal calcio giocato. Il rapporto tra Totti e la Roma si è progressivamente deteriorato dopo la decisione dell’ex capitano di lasciare l’incarico dirigenziale. Il suo sentimento era quello di non riuscire più a trovare un ruolo realmente significativo all’interno di una società profondamente cambiata rispetto agli anni vissuti con l’ingegner Dino Viola e durante la lunga presidenza di Franco Sensi.
La proprietà statunitense e una nuova struttura societaria hanno rappresentato per Francesco Totti un contesto molto diverso da quello nel quale era cresciuto come calciatore e simbolo della Roma. Da allora, il Capitano ha comunque lasciato più volte intendere di essere disponibile a tornare.
Negli ultimi anni non sono mancati contatti e segnali di apertura. Qualche mese fa sembrava addirittura possibile arrivare a un’intesa. L’accordo, però, non è arrivato. Le distanze economiche e quelle relative al ruolo da affidare a Totti hanno impedito finora di trovare una soluzione condivisa.
La situazione rischia di avere conseguenze anche sulle celebrazioni per il centenario della Roma. Il club sta infatti lavorando insieme al Comune all’organizzazione di diversi appuntamenti, con alcuni eventi destinati ad avere come scenario centrale il Circo Massimo. In questo quadro, la posizione di Totti resta ancora da definire.
Tre incontri senza accordo: l’ultimo con Galantic
Il nodo non riguarda soltanto la volontà di riportare il Capitano all’interno della società. Secondo quanto ricostruito, ci sono già stati tre incontri tra la Roma e i rappresentanti di Francesco Totti. In tutti e tre i casi, però, non è stato possibile raggiungere un’intesa.
La posizione dell’ex numero 10 sarebbe rimasta sostanzialmente invariata: alle condizioni proposte dalla società, non ci sarebbe disponibilità a firmare un nuovo accordo.
L’ultimo confronto si sarebbe svolto meno di un mese fa, con la Roma rappresentata dal nuovo amministratore delegato Galantic. L’incontro, anziché ridurre le distanze, avrebbe evidenziato ulteriormente le divergenze tra le parti.
Tra gli argomenti affrontati è emersa anche la questione legata alla maglia numero 10, ma non per stabilire chi potrebbe eventualmente indossarla in futuro. Il problema riguarda soprattutto gli aspetti economici collegati alle maglie con il nome di Totti.
Le maglie numero 10 e il nodo delle royalties
Dopo il ritiro di Francesco Totti, la Roma ha continuato a commercializzare le maglie con il suo nome e il numero 10. Il fenomeno ha mantenuto dimensioni rilevanti anche negli ultimi anni.
Nella stagione appena trascorsa, le vendite delle maglie con il nome Totti sarebbero state circa quindicimila. Considerando il periodo compreso dal 2018 a oggi, il totale avrebbe raggiunto diverse centinaia di migliaia di pezzi.
Il punto di contrasto riguarda le royalties sulle vendite: Totti, secondo la ricostruzione, non avrebbe ricevuto compensi per le maglie vendute con il suo nome e il numero 10.
È proprio questo uno degli aspetti economici che oggi pesano sulla possibilità di raggiungere un nuovo accordo tra le parti. Prima di discutere concretamente del ritorno dell’ex capitano nella struttura societaria, occorre quindi affrontare anche la questione relativa al passato.
Prima i conti, poi il possibile ritorno a Trigoria
La prospettiva di un ritorno di Francesco Totti a Trigoria non sembra dunque legata soltanto alla volontà reciproca di ricucire il rapporto. Restano da chiarire gli aspetti economici e, soprattutto, la natura dell’eventuale incarico.
Il Capitano non sarebbe interessato a un ruolo esclusivamente celebrativo o simbolico. L’obiettivo sarebbe quello di ottenere una posizione dirigenziale con responsabilità più ampie e concrete, sulla scia del ruolo che la Maxima gli ha affidato nel mondo del basket.
Totti non vuole tornare soltanto come bandiera della Roma, ma con un incarico societario definito e realmente operativo. Senza un’intesa su questo punto, la possibilità di rivederlo stabilmente all’interno del club rimane lontana.
Il paradosso sarebbe evidente proprio nell’anno in cui la Roma si prepara a celebrare il proprio centenario. Il club e il suo giocatore simbolo continuano infatti a essere legati da una storia impossibile da cancellare, ma anche separati da questioni economiche e societarie che, almeno per ora, impediscono una vera riconciliazione.
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