Gianluigi Buffon torna sui banchi di scuola. A 48 anni, dopo una carriera costruita tra Serie A, Nazionale italiana e grandi competizioni internazionali, l’ex portiere ha deciso di riprendere un percorso di studi rimasto incompiuto e di prepararsi per conseguire finalmente il diploma di scuola superiore. Una scelta che arriva a distanza di molti anni dall’interruzione degli studi e che oggi assume per lui un significato personale molto forte.
L’ex numero uno della Juventus ha scelto di iscriversi all’Istituto paritario Marconi, lo stesso istituto nel quale, da ragazzo, aveva sostenuto da privatista l’esame di idoneità alla terza classe di Ragioneria. Il nuovo percorso non prevede una presenza quotidiana tra i banchi: l’organizzazione didattica permetterà a Buffon di studiare anche a distanza, con un programma pensato per accompagnarlo nella preparazione dell’esame di maturità. L’obiettivo, questa volta, consiste nell’arrivare al traguardo attraverso lo studio e senza scorciatoie.
Un diploma che ha un significato personale
La decisione di tornare a studiare nasce soprattutto dalla volontà di chiudere un capitolo rimasto aperto per decenni. Buffon ha spiegato che il diploma rappresenta innanzitutto una conquista personale, ma anche un gesto rivolto alla propria famiglia. “Lo voglio per me stesso, per i miei genitori e anche per essere d’esempio ai miei figli”, ha raccontato parlando della scelta di rimettersi in gioco.
Accanto alla motivazione familiare c’è anche una riflessione più ampia sul rapporto tra sport e formazione. Buffon ha indicato infatti la volontà di contribuire a superare un luogo comune che ancora accompagna, in alcuni casi, la figura degli sportivi professionisti. “L’obiettivo è cancellare lo stereotipo che ancora molti cavalcano, quello del calciatore ignorante”, ha spiegato. La sua nuova esperienza scolastica diventa così anche un messaggio rivolto ai giovani che incontrano difficoltà nel conciliare lo studio con altre attività.
Il passato e l’errore del diploma acquistato
Il ritorno sui banchi assume un significato ancora più particolare perché riguarda anche una vicenda del passato che lo stesso Gianluigi Buffon ha raccontato pubblicamente negli anni. Nel 1996, quando aveva appena 18 anni, l’allora giovane portiere acquistò un titolo di studio falso invece di completare regolarmente il percorso scolastico. Successivamente utilizzò quel documento per iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma. La vicenda portò a un’indagine per falso e alla successiva definizione giudiziaria del caso.
Oggi Buffon considera quella scelta un errore e non nasconde il giudizio negativo che riserva a quel comportamento. Parlando agli studenti dell’istituto, ha ricordato proprio quella pagina della sua vita: “Ho fatto parecchi errori e quello di cui vado meno orgoglioso è stato aver comprato il diploma. Non lo rifarei assolutamente, è una scorciatoia sbagliata e io non sono un uomo da scorciatoie”. Le sue parole spiegano anche il senso della nuova sfida: ottenere il diploma attraverso un percorso regolare, studiando e affrontando personalmente l’esame.
Dallo spogliatoio alla classe, una nuova esperienza
La presenza di Buffon all’Istituto Marconi non si limita comunque allo studio. L’ex portiere ha già incontrato gli studenti e ha avuto l’occasione di raccontare la propria esperienza direttamente davanti a loro. In questo modo il suo rapporto con la scuola assume una doppia dimensione: da una parte quella dello studente che deve prepararsi agli esami, dall’altra quella di una persona con una lunga esperienza professionale pronta a condividere con i ragazzi difficoltà, errori, successi e momenti decisivi della propria vita.
Il percorso scolastico arriva dopo una carriera sportiva di straordinario rilievo. Gianluigi Buffon ha conquistato con l’Italia il titolo mondiale nel 2006 e ha raccolto numerosi trofei durante gli anni trascorsi tra Parma, Juventus e Paris Saint-Germain. Nel suo palmarès figurano, tra gli altri, dieci scudetti, una Ligue 1, una Coppa Uefa, sei Coppe Italia e un Europeo Under 21. Dopo aver dedicato gran parte della propria vita al calcio professionistico, ora affronta una prova completamente diversa, nella quale non contano riflessi, parate o risultati sul campo, ma costanza, preparazione e studio.
La maturità come nuova sfida
La strada verso il diploma richiederà ancora tempo e impegno. Buffon dovrà prepararsi all’esame di maturità seguendo il programma predisposto dall’istituto e organizzando lo studio attraverso la modalità didattica prevista. Non si tratta quindi soltanto di una decisione simbolica: l’ex portiere dovrà affrontare concretamente il percorso scolastico e sostenere l’esame finale.
La scelta mostra anche un aspetto diverso della vita dopo il calcio. Per un atleta abituato per decenni a misurarsi con obiettivi molto precisi, il ritorno allo studio rappresenta una sfida completamente nuova. Buffon non cerca un nuovo trofeo da aggiungere alla propria bacheca sportiva, ma un risultato personale che aveva lasciato in sospeso quando la sua carriera calcistica aveva preso il sopravvento sulla scuola.
Il ritorno tra i banchi diventa così il tentativo di recuperare un passaggio della propria formazione e di affrontarlo con una consapevolezza diversa rispetto alla giovinezza. L’ex portiere ha scelto di raccontare anche gli errori commessi, senza nascondere le difficoltà del passato, e proprio per questo il suo percorso scolastico assume un valore che va oltre il semplice conseguimento di un diploma. La nuova sfida di Buffon non si gioca su un campo da calcio, ma sui libri, davanti a un esame e con la volontà dichiarata di arrivare al traguardo senza scorciatoie.
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