Aprite la rassegna stampa quotidiana e preparatevi al peggio: se spunta il volto di Angelo Bonelli, la giornata prende una piega decisamente storta. È questa la premessa da cui parte Vincenzo De Luca nel suo consueto appuntamento social del venerdì. Il governatore campano mette nel mirino la comunicazione visiva del leader di AVS, accusato paradossalmente di aver ridato fiato alle uscite del governo: «Siamo riusciti a far dimenticare perfino l’immagine di Lollobrigida», ossia quel ministro «che fermava i treni per andarsi a fare i convegni suoi e si presentava in bermuda». L’attenzione di De Luca si concentra tutta su un recente scatto conviviale, liquidato con amara ironia: «Vi ricordate la foto storica? Churchill, Roosevelt, Stalin… bene, il centrosinistra ha proposto una foto in un ristorante con in primo piano le immagini di Fratoianni e di Bonelli».
La caricatura del “portaseccia” e la scaramanzia collettiva
L’affondo contro il parlamentare ecologista diventa poi un travolgente pezzo di bravura teatrale. «Bonelli è il salice piangente della politica italiana», incalza De Luca senza fare sconti, fino a incoronarlo come «uno dei produttori di depressione nazionale». La semplice apparizione del co-portavoce di AVS in tv o sui giornali scatenerebbe, secondo il Governatore, un riflesso d’autodifesa collettivo: «Basta solo questo nome per spingere tutta la popolazione maschile del nostro Paese a compiere un gesto, diciamo, scaramantico, ad accarezzarsi i perpendicoli in via preventiva». Un ritratto impietoso condito da una raffica di etichette regionali e letterarie: per De Luca il deputato è infatti un «portaseccia in napoletano, un portasfiga in romanesco o, se vogliamo unire l’Italia e utilizzare Manzoni, un mettimale, uno scampaforca».
I due estremi della politica italiana
L’invettiva personale del Governatore della Campania culmina nell’evocazione dell’effetto che la figura di Bonelli produrrebbe sugli italiani fin dal primo mattino: «Voi vi alzate la mattina, prendete un caffè, poi guardate la rassegna stampa: viene fuori Bonelli e il cielo si rabbuia». De Luca chiude così la sua personale filippica chiedendosi sbigottito: «Così si presenta l’opposizione, con l’immagine di Bonelli. E dove vogliamo andare?».





