Donald Trump ha già cantato vittoria. L’accordo di pace tra Usa e Iran sarebbe vicino e forse potrebbe essere siglato già questo weekend, massimo il lunedì successivo. La cornice sarebbe europea, con Ginevra che si è già candidata come possibile città per ospitare l’incontro. A frenare gli entusiasmi sono le dichiarazioni dell’Iran, che resta piuttosto cauto sulla possibilità. “Qualsiasi speculazione su una firma in Svizzera o un incontro faccia a faccia non è altro che un malinteso delle proposte e un’illusione americana”, ha riferito oggi l’agenzia Fars, affiliata ai Pasdaran.
L’incertezza intorno all’accordo di pace
Una presa di posizione che non è affatto piaciuta al presidente Usa, il quale ha prontamente risposto che le informazioni lasciate circolare da Teheran nella giornata del 12 giugno sarebbero da ritenersi delle Fake News. “Gli iraniani faranno meglio a darsi una regolata, e in fretta”, ha tuonato Trump, minacciando nuove rappresaglie contro la Repubblica islamica se non si dovesse raggiungere un accordo in tempi brevi.
La speranza è stata riaccesa da un Tweet del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui il “memorandum di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione”. La dichiarazione è stata prontamente ripresa da Trump sul suo canale social Truth. Una conferma è giunta anche dal primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, secondo cui sarebbe stato raggiunto un testo finale dell’accordo di pace, approvato da entrambe le parti.
Il contenuto del possibile accordo di pace tra Usa e Iran
Per quanto riguarda il contenuto del possibile accordo tra Washington e Teheran, secondo Axios si prevede l’estensione dell’attuale cessate il fuoco di 60 giorni e l’avvio di negoziati per un accordo più ampio sul programma nucleare di Teheran. Lo Stretto di Hormuz dovrebbe riaprire entro 30 giorni senza tariffe di transito e con volumi di traffico ai livelli precedenti al conflitto. Invece, eventuali misure concrete sul programma nucleare sarebbero oggetto di un accordo separato e più dettagliato.
Inoltre, le forze Usa dovrebbero ritirarsi dalle aree vicine all’Iran e i fondi iraniani congelati dovrebbero essere sbloccati. Il piano includerebbe anche proposte di ricostruzione economica dell’Iran per almeno 300 miliardi di dollari da parte di Washington e dei suoi alleati.
Per quanto riguarda il fronte israeliano, dopo le tensioni degli ultimi giorni sul cessate il fuoco in Libano, l’amministrazione Usa si dice fiduciosa che che Israele “aderirà” all’accordo tra Stati Uniti e Iran. Un’ipotesi non del tutto attendibile, vista la contrarietà di Netanyahu a porre fine al conflitto in Libano, nonostante le pressioni di Trump.
Trump spinge per la firma dell’accordo entro il suo compleanno
Il presidente Usa si dice comunque più che soddisfatto di un accordo di pace raggiunto in solitaria, ovvero senza l’aiuto degli alleati europei. Il tycoon dimentica di sottolineare però che questo conflitto è stato voluto solo dalla sua amministrazione e dal governo israeliano di Benjamin Netanyahu. In ogni caso, Trump ipotizza un possibile piano congiunto con l’Ue in futuro, sostenendo in un’intervista al Corriere della Sera che l’Europa “potrebbe essere di grande aiuto”. Trump è atteso al G7 di Evian dal 15 al 17 giugno, ma per ora non ha confermato la sua presenza.
Tutto potrebbe dipendere dall’accordo di pace con l’Iran. Domenica è il compleanno del presidente e Trump starebbe spingendo per ottenere la firma proprio in quella giornata. In quell’occasione il tycoon è atteso alla finale dell’Ufc, match fortemente voluto dal titolare della Casa Bianca. Il tycoon non presenzierà ai Mondiali, a cui andrà il suo vice JD Vance, proprio per tenere l’agenda libera nel caso in cui in Medio Oriente si giungesse realmente a una conclusione.
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