Il lupo perde il pelo ma non il vizio. A meno di 48 ore dall’arrivo di Marco Rubio in Vaticano, Donald Trump è tornato a criticare Papa Leone XIV. “Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”, ha dichiarato in un’intervista a Salem Tv, sostenendo che al pontefice vada più che bene che l’Iran sia in possesso di un’arma nucleare. L’accusa è stata mossa a seguito di una domanda del giornalista Hugh Hewitt, che chiedeva al leader statunitense come mai Leone non intervenisse in favore di Jimmy Lai, attivista di Hong Kong attualmente incarcerato in Cina.
Secondo Trump, il Papa preferisce affrontare quotidianamente il tema dell’Iran, criticando gli Usa per la loro decisione di dichiarare guerra a Teheran. Una considerazione che arriva in un momento piuttosto delicato. Il 6 maggio atterrerà in Italia il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, con l’obiettivo di compiere una serie di incontri con i vertici del governo italiano e del Vaticano per cercare di ricucire la frattura causata dalle accuse pronunciate dal tycoon lo scorso aprile.
Il precedente attacco di Trump
In quell’occasione, il presidente Usa aveva attaccato Papa Leone XIV sostenendo che con le sue critiche contro la guerra stesse agevolando la posizione dell’Iran. Inoltre, Trump aveva sostenuto che Robert Francis Prevost fosse stato eletto puramente perché era necessario che il Vaticano costruisse dei rapporti con la sua amministrazione. Parole che hanno costretto anche Giorgia Meloni ad intervenire, seppur con un ritardo di nove ore, definendo quanto dichiarato come “inaccettabile”. Una presa di posizione che ha infastidito il tycoon a tal punto da allentare i rapporti con Palazzo Chigi, sostenendo che la Presidente del Consiglio “fosse cambiata” e che le sue politiche non fossero più efficaci.
L’incontro tra Rubio e Papa Leone XIV
In questo contesto, Rubio vestirà i panni di rappacificatore. Il Sottosegretario del Dicastero Vaticano per la Cultura e l’Educazione, Antonio Spadaro, ha spiegato che la visita di Rubio al Papa rappresenta il tentativo di Washington “non di negoziare concessioni concrete, ma di riportare il confronto a un livello più pacato e istituzionale”. Nell’incontro con il Papa, il Segretario di Stato avrà una “conversazione franca” sulle politiche dell’amministrazione Trump, come anticipato dall’ambasciatore Usa presso la Santa Sede, Brian Burch. “Le Nazioni hanno disaccordi e credo che uno dei modi per superarli sia attraverso la fraternità e il dialogo autentico”, ha chiarito. Un compito che ora è stato reso ben più complesso dai nuovi attacchi pronunciati da Trump.
Leggi anche: Rivolta interna nella Lega: uno su due non paga, ultimatum di Salvini
Seguite La Sintesi sui nostri social!
