lunedì 12 Ottobre 2026

Tumore seno, Gnocchi (Novartis): “Donne si fidano del medico ma serve più partecipazione”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Tre donne su quattro si sentono ascoltate dal proprio medico e questo genera fiducia. È una considerazione importantissima, frutto di anni di un’ottima relazione tra i clinici, le pazienti e tutta la delle pazienti. Senza la fiducia non si va da nessuna parte”. Ma questa fiducia “dovrebbe trasformarsi in , in un dialogo consapevole tra il medico e la paziente rispetto al proprio percorso di cura”. Lo ha detto Chiara Gnocchi, Communications & Patient Advocacy Head, Novartis Italia, commentando i risultati della Iqvia sul al seno Hr+/Her2- in fase iniziale, promossa da Novartis Italia in occasione del Breast Cancer Awareness Month.  

“Non tutte le donne sono a conoscenza del proprio rischio di recidiva – osserva Gnocchi – C’è ancora tanto da fare in termini di consapevolezza, ma il più grande scoglio è sicuramente” trasformare “questa consapevolezza del rischio di recidiva in un dialogo partecipato delle pazienti sulla del migliore trattamento per loro, insieme al proprio clinico. Quindi la fiducia ci deve essere, c’è – puntualizza – ma deve essere una fiducia attiva”.  

L’impegno di Novartis, continua Gnocchi, “è nato in primis dall’ascolto dei bisogni ancora insoddisfatti delle pazienti con tumore al seno e l’abbiamo fatto grazie alla collaborazione con 4 grandi associazioni di pazienti: Europa Donna, Andos, Donna e Incontro Donna, con le quali abbiamo costruito la campagna ‘Facciamo Squadra’, che si può trovare sul sito Internet ‘È di vita’ e sui nostri canali social. Abbiamo messo a disposizione, grazie anche alla collaborazione con gli specialisti di diverse discipline, un supporto informativo per le donne proprio su quegli aspetti che non erano ancora , in una gestione olistica della patologia. Oggi la donna non è una paziente – sottolinea – ma è una persona che vive all’interno della propria quotidianità e vuole vivere al meglio la propria femminilità. Il digitale, in questo, ci è di supporto. Abbiamo dei che ci dicono che la maggior parte delle donne ricerca poi online informazioni e per questo – conclude – speriamo di essere in grado di fornire loro quelle informazioni che cercano e di cui hanno bisogno”. 

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