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giovedì 23 Aprile, 2026
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‘Turandot delle Stelle’: Puccini vola nel futuro tra Tokyo, Seul e San Francisco

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Per celebrare i cento anni dalla prima rappresentazione di Turandot alla Scala, lo studio d’arte visuale Imaginarium annuncia un progetto che guarda al futuro senza tradire l’eredità di Puccini. Si chiama ‘Turandot delle Stelle’ ed è una performance che unisce musica dal vivo, arte visiva e scambio culturale, pensata per trasformare il capolavoro pucciniano in un’occasione di incontro tra culture musicali diverse. Francesca Pasquinucci e Davide Giannoni, coppia di artisti dello studio toscano Imaginarium, presentano un lavoro che attraverserà il mondo tra il 2026 e il 2027, con prime tappe già fissate a Tokyo, Seul, San Francisco e Como, in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura, le Ambasciate e i Consolati italiani, e con il patrocinio della Fondazione Giacomo Puccini di Lucca.
 

La forza di Turandot delle Stelle sta nella sua natura aperta e collaborativa. Pur partendo da una struttura musicale e visiva solida, la performance è stata concepita come un organismo vivo, capace di trasformarsi in ogni città. Giovani ensemble, orchestre in formazione e musicisti locali saranno coinvolti direttamente, portando sul palco i loro strumenti tradizionali e le loro melodie popolari. La musica di Puccini non verrà soltanto eseguita, ma “abitata” da nuove generazioni che, con la propria sensibilità culturale, renderanno ogni replica unica e radicata nel territorio ospitante. È un modo per far dialogare tradizione e futuro, trasformando Turandot in un ponte tra linguaggi musicali che si riconoscono e si contaminano. 

Il concept visivo immaginato da Francesca Pasquinucci parte da un’idea precisa: Turandot non come figura femminile, ma come simbolo irraggiungibile, una stella lontana che guida verso mondi da scoprire. Le illustrazioni realizzate a mano si intrecciano con scenografie digitali e giochi di luce, creando un linguaggio che unisce gesto antico e tecnologia. “La Cina immaginata da Puccini non è mai stata un luogo geografico: è sempre stata una proiezione, un sogno, una costellazione di segni”, spiega Pasquinucci. “Ogni proiezione è pensata come una pagina che si apre: un cielo notturno, un giardino di lanterne, un volto che si dissolve nelle stelle”. 

Sul piano musicale, Davide Giannoni – contrabbassista classico, compositore e autore del progetto di animazione – ha costruito una partitura “che dialoga con l’orchestra pucciniana ma si apre all’elettronica, agli archi trattati e a sonorità che attraversano i confini”. “Celebrare il centenario di Turandot portandola a Tokyo, Seoul e San Francisco significa riconoscere che quest’opera è, in fondo, un grande atto di ascolto reciproco tra culture”, racconta. “Puccini immaginò un Oriente attraverso la lente europea del suo tempo; oggi possiamo restituire quel gesto lavorando con musicisti di tutto il mondo, ciascuno con la propria tradizione, il proprio timbro, la propria memoria”, aggiunge. 

Il tour partirà il 3 settembre 2026 da Tokyo, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura. Il 9 settembre sarà la volta di Seul, dove la performance ospiterà il trio Hangang Factory, ensemble di fusion gugak che reinterpreta strumenti tradizionali coreani attraverso linguaggi contemporanei. Il 23 novembre 2026 Imaginarium approderà a San Francisco, grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura locale. Il 28 novembre, invece, il Teatro Sociale di Como accoglierà una versione speciale dello spettacolo, con Giannoni sul palco insieme al Coro 200.com, nato nel 2013 per celebrare il bicentenario del teatro e diventato un progetto corale capace di coinvolgere l’intera città. 

A conclusione del tour, Imaginarium realizzerà un disco digitale e un documentario internazionale che raccoglieranno i momenti più significativi delle esibizioni e gli incontri tra le diverse culture musicali coinvolte. Un archivio vivo di voci, strumenti e storie, raccontato attraverso gli occhi e le note di giovani musicisti di tutto il mondo. Un modo per restituire a Puccini non solo un omaggio, ma un nuovo respiro: intimo, cosmico e profondamente contemporaneo. 

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