venerdì 11 Settembre 2026

11 Settembre, 25 anni dopo: l’allarme UE sulla nuova minaccia online che addestra i giovani

L'Unione Europea lancia l'allarme a 25 anni dall'11 settembre: a fianco della minaccia jihadista cresce l'estremismo violento nichilista tra i giovani. Fenomeni coordinati online e amplificati dall'IA portano a gesti efferati offline privi di ideologia politica, spingendo le autorità a chiedere nuove misure per il monitoraggio digitale

Di Redazione
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Il nuovo volto dell’estremismo A un quarto di secolo dagli attentati di Al-Qaeda negli , i gruppi jihadisti restano un pericolo per la sicurezza europea. Tuttavia, come evidenzia l’Unione Europea, emerge una nuova insidia: l’estremismo violento nichilista, alimentato online e diretto ai giovanissimi. “È violenza fine a se stessa”, dichiara Bartjan Wegter, coordinatore dell’UE. L’anno scorso sono stati segnalati 45 attacchi in 10 paesi membri; Europol segnala che circa un terzo degli arrestati per legami col terrorismo aveva meno di 18 anni.

I casi in e la rete ‘The COM’ A differenza delle vecchie strutture terroristiche, le dinamiche odierne nascono sui social e nelle chat di “The COM”. Durante un’ tra giugno e , gli investigatori hanno individuato circa 4.340 indirizzi web collegati a questa comunità. In Finlandia, un ha accoltellato tre compagne di scuola condividendo un ‘manifesto’ senza motivi politici: voleva compiere un gesto “significativo” ed “emozionante”. In , un quindicenne ha pianificato un omicidio per notorietà online.

“Si tratta di una vera e propria fascinazione per la violenza. È la violenza come mezzo per affermarsi, per acquisire prestigio in quelle comunità online”, spiega Wegter. I gruppi come il ‘764’, nato negli USA e diffuso in Europa, spingono a reati efferati e abusi.

La digitale e l’Intelligenza Artificiale Prevenire questi atti è complesso: coinvolgono giovani senza precedenti che operano “dietro muri e comunità virtuali”. Inoltre, l’impiego dell’ amplifica il fenomeno tramite propaganda automatizzata, e bot di reclutamento. Wegter precisa che “l’85% delle indagini si svolge nell’ambiente digitale” e ribadisce l’urgenza di dare strumenti idonei alle forze dell’ordine: “ciò significa che dobbiamo adattarci a questa realtà”. Per contrastare la minaccia serve anche una cooperazione internazionale mirata, poiché “ciò che accade al di fuori dei nostri confini ha un impatto sulla nostra sicurezza”.

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