Le liste d’attesa restano uno dei problemi più urgenti per la sanità italiana. Anche se arrivano i primi segnali di miglioramento. A evidenziarlo è il primo bollettino della Piattaforma nazionale – prevista dalla «legge Schillaci» – pubblicato da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che monitora l’andamento dei tempi di attesa nel primo semestre del 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «Passo dopo passo, pur con criticità ancora presenti ma anche con risultati incoraggianti, stiamo iniziando a governare le liste d’attesa con i dati, la conoscenza e il dialogo con le Regioni», ha affermato il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese.
Il quadro resta comunque complesso. Il numero complessivo delle prestazioni oltre i tempi di garanzia è salito a 2 milioni e 811 mila, rispetto ai 2 milioni e 782 mila dello scorso anno. Tra gli aspetti positivi, il bollettino evidenzia l’aumento delle prestazioni eseguite con ritardo più limitato, passate da 552 mila a 606 mila. Mentre il dato che lascia ben sperare è quello del numero di visite ed esami eseguiti entro i tempi previsti: oltre 1,6 milioni di prestazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel dettaglio, le prime visite effettuate entro i tempi stabiliti sono aumentate da circa 5,8 milioni a 6,6 milioni, con 757 mila prestazioni aggiuntive. Crescono anche gli accertamenti diagnostici, passati da 4,7 milioni a 5,5 milioni, pari a 857 mila esami in più eseguiti senza ritardi.
Dalle visite oncologiche ai test cardiovascolari
Il monitoraggio di Agenas prende in esame, mese per mese e Regione per Regione, 14 tipologie di visite specialistiche e 22 esami diagnostici, consentendo di valutare con maggiore precisione l’andamento delle liste d’attesa sul territorio nazionale. Tra le visite specialistiche, quelle oncologiche continuano a registrare i dati migliori, con una quota di prestazioni nei tempi di garanzia salita dal 94,2% al 95,2%. Progressi anche per la visita gastroenterologica, che passa dal 70,8% al 74,7%, per quella pneumologica dal 77,7% all’80,9%, e per la visita fisiatrica, salita dal 78,5% all’82,7%.
L’incremento più evidente riguarda la visita dermatologica. Pur restando una delle prestazioni con le maggiori difficoltà, la percentuale di visite effettuate nei tempi previsti cresce dal 65,5% al 70,2%. Migliorano sensibilmente anche gli esami diagnostici. La colonscopia registra il recupero più consistente, passando dal 60,8% al 69,8% delle prestazioni eseguite entro i tempi di garanzia. In crescita anche la gastroscopia, dal 66,4% al 71,9%, l’ecografia della mammella, dal 78% all’81,6%, la risonanza magnetica dell’addome, dal 78,6% all’81%, il test cardiovascolare sotto sforzo, dall’80% all’82,2%, e l’ecografia dell’addome, dall’84,6% all’86,7%. Segnali positivi arrivano per la mammografia, che sale dall’86,1% all’89% delle prestazioni effettuate entro i tempi previsti. Unica eccezione è la risonanza magnetica del tronco encefalico, che registra un lieve ribasso, passando dall’83,9% all’81,9%. Il percorso per risolvere il problema, però, è ancora lungo.
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