giovedì 13 Agosto 2026
Corte d'Assise

«Contro di noi minacce e insulti»: l’allarme dei giudici dopo la sentenza sul caso Roggero

L’Anm invita chi ricopre cariche costituzionali a moderare il linguaggio utilizzato nel dibattito pubblico, denunciando un «clima di pesante delegittimazione»

Di Redazione
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L’Associazione nazionale magistrati () denuncia il clima di ostilità che, negli ultimi giorni, ha travolto i coinvolti nel caso del gioielliere Mario Roggero. La Giunta esecutiva centrale dell’Anm ha espresso ai magistrati piemontesi, che hanno pronunciato le sentenze di primo e secondo grado, così come ai giudici della Corte di Cassazione che le hanno confermate.

«Dopo la sentenza sul caso Roggero ai magistrati sono arrivate minacce, insulti e messaggi d’odio in un clima in cui vengono attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull’ e sulla legittima . Siamo al fianco dei colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze di primo e secondo grado, così come di quelli della Corte di cassazione che le hanno confermate», afferma l’Associazione.

L’Anm richiama quindi alla responsabilità di chi ricopre incarichi pubblici, sottolineando come il linguaggio utilizzato nel dibattito possa alimentare le tensioni nei confronti della magistratura. «Ribadiamo che, da parte di chi ricopre incarichi istituzionali, servirebbe maggiore responsabilità e cura nell’utilizzo delle parole. Il clima che si crea nei confronti di chi applica la legge dovrebbe essere differente», si legge nella nota.

Il confine tra critica legittima e delegittimazione, ribadisce l’Anm, non dovrebbe essere oltrepassato, perché individuare nei magistrati un bersaglio rischia di favorire un’escalation di odio e intimidazioni. L’Anm ricorda, inoltre, che un «clima di pesante delegittimazione» è stato evidenziato anche nel più recente della Commissione e conclude: «Ci auguriamo per il futuro maggiore attenzione a delle stesse fondamenta dello ».

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