giovedì 17 Settembre 2026
Giorgia Meloni. ANSA_Fabio Cimaglia

Il Governo Meloni senza risorse contro il caro carburanti: arriva l’ennesimo decreto tampone

Il nuovo taglio delle accise non arriverebbe ai dieci centesimi al litro. Giorgetti riflette su misure mirate alle fasce più fragili della popolazione, ma il costo non sarebbe sostenibile

Di Laura Laurenzi
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Lo è di nuovo chiuso e i prezzi dei in Italia sono saliti alle stelle. Il Governo Meloni si trova a dover gestire una nuova crisi, nella consapevolezza che i per un nuovo taglio delle accise non esistono e che l’unica soluzione sarà procedere con un ennesimo decreto tampone per evitare lo degli e l’ira degli elettori. “Se non interveniamo subito ci facciamo male”, avrebbe detto Giorgia Meloni ai suoi nelle scorse ore.

Il decreto tampone per tagliare le accise

La decisione su come procedere è infatti ricaduta sulla Presidente del Consiglio e sul ministro dell’Economia, Giancarlo . L’obiettivo è quello di attendere il 4 agosto, quando saranno disponibili i dell’extragettito Iva di luglio, per attivare la leva dell’accisa mobile. Si tratta di una manovra che permetterà di utilizzare le risorse incassate in più dal Fisco con l’aumento dei prezzi dei carburanti per tagliare le accise del prossimo mese.

Un intervento tampone in vista dell’, minacciato dal nuovo aumento dei prezzi dei carburanti. Lo sconto, comunque, sarebbe minimo. Si stima una riduzione di 7 o 8 centesimi al litro, che non porterebbe i prezzi sotto la soglia dei due euro. Giorgetti, quindi, sarebbe intenzionato a individuare risorse aggiuntive per raggiungere almeno un taglio di 20 centesimi o per finanziare interventi più mirati, come aiuti per le fasce più deboli della popolazione. Tra questi è allo studio un contributo di 80 o 100 euro per i titolari della social card “Dedicata a te”. Si tratta di circa 1,2 milioni di famiglie con Isee fino a 15mila euro. Il costo però non sarebbe trascurabile: si stima un impegno tra i 95 e i 120 milioni di euro.

Il fallimento del Governo Meloni sul caro energia

Meloni non può più giocare neanche la carta degli aiuti Ue, visto il “niet” giunto da Ursula von der Leyen sull’allargamento delle maglie del Patto di stabilità per utilizzare nuovo debito per sopperire alla crisi energetica. L’Italia riceverà ben 14 miliardi di euro, ma solamente per interventi strutturali e mirati a realizzare impianti per la produzione di energia rinnovabile. L’Ue, insomma, boccia gli interventi tampone dell’esecutivo e spinge per risposte a lungo termine che evitino il perdurare di questa emergenza.

La situazione è complessa e irrisolvibile senza interventi davvero strutturali. Il problema di fondo è l’assenza di risorse per finanziare un piano simile. Il Governo Meloni deve quindi accontentarsi dell’ennesimo decreto tampone che potrà durare al massimo fino a fine agosto. La speranza è che entro quella data le nel Golfo saranno diminuite e i prezzi del petrolio al barile saranno scesi. Nel caso in cui questo non dovesse accadere, lo strumento delle accise mobili sarà l’unico adottabile da questo Governo che, come ha dichiarato il leader di Avs, Angelo Bonelli, appare sempre più simile allo sceriffo di Nottingham perché “sta abbassando il prezzo dei carburanti con i soldi che i contribuenti usano per pagare i rincari”.

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