giovedì 13 Agosto 2026
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vide-premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. ANSA/Fabio Frustaci

Meloni adesso ha paura: «Forza Italia sta cercando l’incidente»

Il clima tra gli azzurri e i meloniani è teso. Sono diversi i dossier sui quali non trovano un punto d’incontro. Le parole del vicepremier, poi, che aveva fatto riferimento ai «fascisti di Roma» allarmano la presidente del Consiglio

Di Maria Vittoria Ciocci
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«Forza Italia sta cercando l’incidente?». La fiducia della premier Giorgia Meloni nei confronti di Forza Italia comincia a mostrare tutte le sue crepe. La riunione degli in Senato, poi, non ha fatto altro che alimentare i suoi dubbi. Il vicepremier Antonio Tajani, infatti, ha detto: «Io i fascisti di Roma li conosco: con loro bisogna usare la forza». Intercettato dai cronisti nel Transatlantico a , il deputato di FdI Giovanni Donzelli ha assicurato: «Sono certo che non si riferisse a noi». Altri, però, sostengono che la presidente del Consiglio sia particolarmente infastidita dalle parole dell’alleato. Nel pomeriggio di giovedì, dopo il question time, il segretario di Forza Italia ha raggiunto Palazzo .

Nessun incontro ufficiale, solo un chiarimento. Meloni ha chiesto a Tajani se avesse effettivamente utilizzato quelle parole. Il principale timore della premier è che qualcuno abbia registrato il colloquio con i diciannove senatori azzurri. Il ministro degli conferma il retroscena, ma spiega di aver fatto semplicemente un discorso motivazionale ai compagni di partito e di essersi concentrato sulla «forza dei numeri» contro la . Tuttavia, il clima – soprattutto tra i parlamentari meloniani e i forzisti – rimane teso.

Mentre Tajani discuteva con Meloni, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida incontrava il deputato di FI Paolo Barrelli. «L’aria è calda…», ha ironizzato l’ex capogruppo degli azzurri a Montecitorio. E, nel frattempo, come riporta Il Fatto Quotidiano, la deputata di FI Cristina Rossello veniva raggiunta dai meloniani Antonio Giordano e Lucrezia Mantovani. In questo caso, il nodo era il parere sulla possibilità dei poliziotti di utilizzare il riconoscimento facciale, che secondo Giordano e Mantovani va assolutamente cambiato.

Tra i banchi della maggioranza, quindi, si percepisce un braccio di ferro continuo. A questo si aggiunge la questione della . La scadenza per presentare gli è slittata al primo settembre, mentre la data per il voto è fissata al 15 settembre. E così in autunno Meloni, che voleva ottenere l’approvazione prima della pausa estiva, si ritroverà sul tavolo due grandi dossier: la modifica del Rosatellum e la Legge di Bilancio, che quest’anno dovrà includere l’aumento delle spese . In un clima, peraltro, riassunto bene dalle parole del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sito (FI), che sulla questione delle intercettazioni a strascico – altro punto di rottura tra i meloniani e gli azzurri – ha chiarito: «Se fossero andati avanti su quell’, il sarebbe caduto».

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