giovedì 13 Agosto 2026
Il campo largo: Giuseppe Conte, Riccardo Magi, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli ed Elly Schlein. ANSA/Fabio Frustaci

«Inutile e grottesca. Meloni riferisca in Aula». Le opposizioni in rivolta sulla chiusura di Schengen

Il campo largo fa fronte comune contro la sospensione della libera circolazione nei confronti della Spagna dettata più dalla propaganda che dalla sicurezza. Sullo sfondo, il sospetto di uno scontro politico con il governo Sánchez

Di Redazione
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Le opposizioni si ritrovano compatte sul caso Schengen. Toni diversi, stessa conclusione: il governo deve spiegare la decisione di sospendere la libera circolazione con la Spagna. A chiedere che riferisca in Parlamento è il capogruppo del Pd al , Francesco Boccia, sostenuto dal segretario di Più Europa Riccardo Magi. «Il Governo deve spiegare perché ha assunto la decisione tanto grave» di sospendere Schengen, dice Boccia. «Chi l’ha proposta? Su quali valutazioni giuridiche? Su quali dati? E soprattutto deve dirci quali saranno le conseguenze per cittadini, imprese, , porti e aeroporti italiani».

L’affondo del campolargo

Le critiche investono l’intera strategia dell’esecutivo. Per il leader del M5s Giuseppe Conte, «aver isolato e buttato la croce sulla Spagna apre una ferita con un Paese amico». Da Avs, Angelo Bonelli chiede direttamente l’ di Bruxelles: «Faccia un richiamo a Meloni e apra un’indagine europea sulle ragioni geopolitiche che hanno portato all’emergenza di Ceuta». Sul piano , il bersaglio è la linea della presidente del Consiglio. «Il governo di Giorgia Meloni – sostiene la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga – cavalca le paure e la propaganda della peggiore destra mondiale per garantirsi qualche consenso in più della parte più estremista del proprio mondo di riferimento».

L’ombra di Vannacci

Per le opposizioni, dietro la scelta dell’esecutivo pesa anche la pressione della destra più radicale. Carlo Calenda parla di «, del tutto inutile, di Schengen» e la definisce «un pessimo segnale di prevalenza della paura di Vannacci sulla ». La stessa lettura arriva da Italia Viva: il governo «corre dietro a Vannacci», osserva la capogruppo al Senato Raffaella Paita.

Il caso Sánchez

Ma il dossier, secondo il , va oltre i confini italiani. La convinzione è che la decisione si inserisca nello scontro politico con il governo di Pedro Sánchez, considerato un punto di riferimento del campo progressista europeo. «Giorgia Meloni è l’avamposto dei Maga in Europa – afferma il capogruppo di Avs al Senato Peppe De Cristofaro – Sánchez dà fastidio, ha fatto della Spagna un modello alternativo alle politiche delle destre». Nicola Fratoianni sintetizza: «Siamo diventati peggio di un sottoscala della rete Maga». Bonelli insiste anche sugli effetti pratici della misura: «Con risvolti anche grotteschi. A Fiumicino sono stati fatti controlli su chi arrivava dalla Spagna, come se i migranti che hanno rischiato la vita per arrivare a nuoto a Ceuta ora viaggiassero in ».

Il nodo Marocco

Per Più Europa resta aperta anche una questione diplomatica. «Meloni ha scelto la via dello sciacallaggio politico per motivi di bieca ricerca di un facile consenso elettorale», accusa Magi. «Ma ora spieghi se cambierà il rapporto con il Marocco, che il governo italiano ha scelto come preferenziale per il Piano Mattei».
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