Donald Trump ha annunciato di aver sospeso i pesanti attacchi militari contro l’Iran che gli Stati Uniti stavano preparando per il fine settimana. La decisione, ha spiegato il presidente americano parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, è arrivata dopo una serie di colloqui con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e con la stessa Teheran, che avrebbero aperto uno spiraglio per una soluzione diplomatica. Secondo Trump, i negoziati con l’Iran riprenderanno già nelle prossime ore e riguarderanno anche il programma nucleare iraniano.
“C’è un’intesa su Hormuz”
Il presidente Usa ha parlato di un possibile accordo sullo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio, e di un futuro patto sulla denuclearizzazione. Trump ha sostenuto che l’Iran fosse consapevole della portata dell’offensiva americana, definendola “la più grande dalla Seconda Guerra Mondiale”. Ha però ribadito che l’obiettivo degli Stati Uniti non è la guerra, ma il raggiungimento di un accordo. “Quando si apre la possibilità di un’intesa, bisogna provarci”, ha affermato.
Il ruolo dei Paesi del Golfo
A spingere per evitare un’escalation sarebbero stati soprattutto i principali alleati del Golfo. Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman avrebbe invitato Trump a concedere un’altra possibilità alla diplomazia, mentre il Qatar avrebbe presentato una nuova proposta per affrontare la questione dello Stretto di Hormuz. I governi della regione temono infatti che un conflitto prolungato possa provocare ritorsioni iraniane contro le infrastrutture energetiche e compromettere la stabilità dell’area.
La smentita di Teheran
L’Iran ha però contestato la ricostruzione americana. Il ministero degli Esteri ha negato di aver chiesto agli Stati Uniti di fermare l’attacco o di aver accettato un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il portavoce Esmail Baghaei ha precisato che i colloqui in corso con l’Oman riguardano una nuova rotta marittima e non il ripristino della situazione precedente al conflitto.
Tensione ancora alta
Nonostante la ripresa del dialogo, restano profonde divergenze sia sul controllo delle rotte marittime sia sul programma nucleare iraniano. Secondo il Wall Street Journal, se la diplomazia dovesse fallire, i Pasdaran starebbero valutando anche attacchi preventivi, indipendentemente da un’offensiva americana. Sul piano politico interno, Trump è inoltre sotto pressione per aver rinunciato più volte ad azioni militari già annunciate. Una strategia che, secondo alcuni osservatori, alimenta dubbi sulla credibilità degli Stati Uniti in Medio Oriente.
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