lunedì 28 Settembre 2026
Qatar Energy

Gas, QatarEnergy blocca il Gnl: prezzi in corsa e petrolio verso quota 80 dollari

Droni colpiscono i siti produttivi di Doha: QatarEnergy sospende le attività mentre il blocco dello stretto di Hormuz mette a rischio le forniture globali

Di Redazione
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QatarEnergy sospende la produzione di naturale liquefatto dopo gli attacchi che hanno colpito il polo industriale di Ras Laffan, a 80km di distanza dalla Doha. La decisione scuote i mercati energetici e mette pressione anche sull’Italia, che dal copre circa il 45% dei propri stoccaggi di gas.

Il sito di Ras Laffan è tra i più grandi al mondo per il Gnl. Nelle ultime ore un drone ha centrato un serbatoio d’acqua e, secondo il ministero della Difesa, diversi impianti sono finiti sotto attacco. L’azienda non ha chiarito quanto durerà la sospensione delle attività.

La reazione delle è stata immediata. Al Dutch Ttf di i futures hanno superato i 46,15 euro per megawattora, con un balzo del 46% e livelli che non si vedevano da febbraio 2025. Il timore è che lo stop possa ridurre l’offerta in una fase già segnata da forti tensioni.

Il petrolio intanto viaggia verso gli 80 al barile. Dopo l’esplosione del e la chiusura dello stretto di Hormuz, da cui transita il 20% del greggio , i di riferimento sono saliti del 10% in poche ore. Secondo alcuni analisti il prezzo può spingersi fino a 108 dollari, mentre per Federpetroli si può arrivare a 130.

Da Hormuz passa anche una quota rilevante di gas. Goldman Sachs avverte che un blocco prolungato potrebbe più che raddoppiare le quotazioni europee, con un impatto simile a quello visto dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

L’Europa resta fragile: importa oltre metà dell’energia che consuma e nelle ultime settimane aveva beneficiato di un calo dei futures vicino al 20%. Ora lo scenario cambia e Paesi come e Russia potrebbero approfittare della crisi aumentando le esportazioni.

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