lunedì 15 Giugno 2026
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervistata al Tg5.

Meloni al TG5: “Caos figlio della guerra in Ucraina”

La Presidente del Consiglio parla di Iran, del rischio terrorismo e del referendum sulla giustizia

Da Giustino Marai
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Dopo giorni di riunioni a Palazzo Chigi e contatti con i partner internazionali, la presidente del Consiglio rompe il silenzio con un’intervista al . Meloni si dice preoccupata per la crisi del diritto internazionale, che definisce “inevitabilmente figlia della guerra in , quando un membro del Consiglio di delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino”. L’Italia, ricorda, si era spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano; soprattutto per evitare che, in un tale contesto di crisi internazionale, l’Iran potesse disporre di missili a lungo raggio con testate atomiche.

NESSUNA CHIAMATA DA WASHINGTON

Meloni conferma che Stati Uniti e Israele hanno agito senza coinvolgere i partner europei. Nessuna chiamata da Washington a Roma prima dell’.
Il governo è ora impegnato nell’assistenza ai connazionali bloccati nell’area e nel coordinamento con gli alleati Ue. Ma, avverte, “Penso che nulla possa andare meglio se l’Iran non ferma i suoi attacchi contro i paesi del , che sono del tutto ingiustificati”.

RISCHIO

Quanto al rischio di ripresa del terrorismo, Meloni parla di un fenomeno molto complesso, che può agire anche attraverso singoli individui e che impone di non abbassare la guardia. “È la ragione per cui il Ministro Piantedosi oggi ha convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza, ma tutte le realtà che sono dedicate a questo tema sono mobilitate, a partire dalla nostra intelligence”.

IL REFERENDUM

Sul tema referendum, Meloni parla di una riforma giusta e necessaria per modernizzare l’Italia, e respinge l’accusa secondo cui l’obiettivo sarebbe quello di punire i magistrati o di sottomettere la alla politica. Al contrario, afferma, la riforma ridurrebbe l’influenza dei partiti nella di una parte dei membri del Csm e limiterebbe il peso delle correnti interne alla magistratura nell’elezione degli altri componenti. E chiude con un invito a recarsi alle urne: per Meloni bisogna andare a votare perché il tema riguarda tutti. “I giudici decidono su moltissime cose: immigrazione, sicurezza, salute, libertà dei cittadini, lavoro. Se la giustizia non funziona, purtroppo ricade su di loro”.

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