Nella giornata di ieri, con una lettera unitaria ai presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, i capigruppo di opposizione hanno chiesto di convocare con urgenza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per riferire in Parlamento.
LA LETTERA
“La natura e la portata della crisi in atto investono infatti la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica, incidendo su profili che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale e dai trattati, alla sicurezza energetica, alla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area e alla stabilità dell’intero quadrante mediorientale. In base all’articolo 95 della Costituzione, la presidente del Consiglio dirige la politica generale del governo e ne è responsabile, mantenendone l’unità di indirizzo politico e amministrativo. Proprio in ragione di tale responsabilità unitaria, appare necessario che sia la presidente del Consiglio a chiarire in parlamento quale sia la posizione ufficiale del Governo. Considerato che non esiste neanche una dichiarazione ufficiale della Presidente del consiglio dei ministri, in un frangente di tale gravità è necessario un confronto pieno e trasparente in Aula con il vertice dell’Esecutivo, affinché siano chiariti indirizzo politico, scelte strategiche e responsabilità”.
L’AUDIZIONE DI IERI
L’opposizione aveva già avuto modo di sfogare la frustrazione per la reticenza della premier e per la strategia attendista del governo nel corso dell’audizione dei Ministri Tajani e Crosetto.
Sui social Giuseppe Conte ha scritto che Meloni “è andata a fare il suo monologo al Tg5 senza contraddittorio, dicendo banalità miste a sciocchezze su Iran e referendum mentre aumentano petrolio, gas e a rimetterci sono cittadini e imprese. Venga in Parlamento a metterci la faccia e a rispondere.”
Molto critici anche Schlein e Fratoianni. Per la segretaria del Partito Democratico, la posizione del governo “suona come uno stiamo a vedere che succede“. E fa notare: “Dopo anni passati a raccontare la relazione privilegiata con Trump, che evidentemente non esiste, non siete stati neanche informati preventivamente”.
Più duro Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra): “Stati Uniti e Israele hanno compiuto una conclamata violazione del diritto internazionale”, denuncia. “Di fronte a questa situazione, io pretendo che il governo dia un giudizio. Siete d’accordo o no con l’intervento americano? Non è che potete dire: vediamo che accade”.
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