giovedì 27 Agosto 2026
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Due italiani tra i dispersi nell’alluvione tra Nepal e Tibet

L’alluvione e le frane che hanno devastato una valle himalayana al confine tra Nepal e Tibet hanno provocato centinaia di vittime e lasciato centinaia di persone disperse. Tra loro risultano anche due italiani

Di Redazione
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Ci sono anche due cittadini italiani tra le persone indicate come disperse dopo la catastrofe che ha colpito l’area del fiume Bhotekoshi, nel nord del Nepal. La presenza dei due connazionali compare nei dati del governo nepalese, ma la Farnesina invita alla cautela e sta effettuando gli accertamenti necessari. Secondo quanto riferito dal , i due italiani risultano comunque in buone condizioni. Nell’intera area del Nepal e del Tibet sono circa 90 gli italiani registrati dalle autorità. La situazione resta però estremamente complessa, con comunicazioni interrotte in diverse zone e difficoltà nel raggiungere le aree più colpite.

Un disastro sul tetto del mondo

Il bilancio provvisorio della catastrofe è di almeno 270 morti, ma il numero delle vittime potrebbe aumentare. In Nepal risultano 823 persone disperse, tra cui 517 cittadini stranieri provenienti da 28 Paesi. Sono state colpite in particolare le zone di , Chitwan, Nuwakot, Dhading, Gorkha e Nawalpur. Dall’altra parte del confine, in Tibet, i media statali cinesi riferiscono di numerose vittime e di 558 dispersi, tra cui 260 stranieri. Tra le persone di cui non si hanno ancora notizie figurano oltre 288 cittadini indiani, molti dei quali erano diretti verso il Monte Kailash per un pellegrinaggio religioso.

Una gigantesca onda di fango e detriti

La tragedia si è consumata in pochi minuti. Un’enorme massa di acqua, fango, rocce e detriti ha travolto case, strade e ponti nella valle del Bhotekoshi, trascinando via ogni cosa lungo il suo percorso. Le immagini riprese dalle telecamere nella zona del valico di Gyirong, in Tibet, mostrano decine di persone fuggire mentre una di acqua e detriti si abbatte sull’area. Secondo le prime analisi degli esperti, all’origine dell’evento potrebbe esserci il distacco di una grande massa di ghiaccio da un ghiacciaio, precipitata nella valle e riversatasi nel fiume. Le cause precise sono ancora oggetto di accertamento.

Soccorsi difficili e rischio di una seconda ondata

In Nepal la è riuscita a mettere in salvo 114 persone nella zona di Rasuwa. Sul versante tibetano sono stati mobilitati almeno 574 soccorritori, ma le operazioni procedono con grande difficoltà a delle devastazioni e delle condizioni del terreno. A preoccupare le autorità è anche il rischio di una nuova alluvione. La grande quantità di fango e rocce potrebbe avere creato dighe naturali lungo il corso del fiume. Un loro eventuale potrebbe liberare improvvisamente l’acqua accumulata e provocare una seconda ondata devastante nelle aree a valle. La resta quindi la dei dispersi, mentre Nepal e Cina continuano a coordinare le operazioni di in una delle peggiori emergenze mai registrate nella himalayana.

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