venerdì 28 Agosto 2026
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ph: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Meloni ha poco da festeggiare: il governo più longevo della storia affonda tra tensioni, rincari e dossier esplosivi

Giorgia Meloni si prepara a celebrare a Bari il governo più longevo della storia repubblicana, ma sulla maggioranza pesano diversi dossier: dalla legge elettorale al caro carburanti, dagli aiuti a Kiev al fondo europeo Safe per la difesa

Di Redazione
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Il 4 settembre Giorgia Meloni salirà sul palco di Bari per celebrare il governo più longevo della storia repubblicana. Il claim è già pronto: «Il governo più stabile della destra è anche l’ più longeva della sinistra». Una frase buona per scaldare le truppe e lanciare la prossima elettorale: «Avremo ancora la maggioranza e riconquisteremo Palazzo Chigi». Il problema è che, mentre la maggioranza prepara la festa, la realtà prepara il conto.

La

Il primo conto arriva dal Parlamento. Il primo settembre riprenderanno i lavori e in Commissione Affari costituzionali del Senato entrerà nel vivo il confronto sulla nuova legge elettorale. Preferenze, e ballottaggio sono ancora nodi aperti. E Lega e Forza Italia non sembrano disposte a concedere una cambiale in bianco a Fratelli d’Italia. La domanda è semplice: il cosiddetto Melonellum arriverà davvero all’approvazione entro ottobre? Da Fratelli d’Italia si è già precisato che «non è la legge Meloni, è una legge di iniziativa parlamentare». Un distinguo che potrebbe diventare anche una polizza assicurativa: se il progetto salta, la responsabilità sarà del Parlamento.

Il conto del carburante

Poi c’è il . Nel pieno del controesodo, milioni di italiani si troveranno a fare i conti con destinati a pesare sulle . E Meloni, dal palco di Bari, dovrà spiegare anche quale sarà la misura strutturale annunciata per il 6 settembre, con l’ipotesi di un maggiore prelievo su banche e . È uno dei dossier che da settimane divide la maggioranza. Da una parte Matteo Salvini, dall’altra . In mezzo Giancarlo Giorgetti, preoccupato soprattutto di non perdere il controllo di spesa pubblica e debito. Difficile presentarsi alla festa della stabilità senza parlare delle crepe della stabilità.

La guerra che non si può raccontare a metà

Ancora più complicato il capitolo della difesa. La narrazione degli «aiuti civili, umanitari e generatori elettrici» destinati a Kiev non regge davanti ai dodici pacchetti di aiuti militari e civili approvati dal Parlamento in forma secretata dal 2022. Il tredicesimo pacchetto è in arrivo e comprende sistemi antimissile, oltre a licenze e brevetti per la produzione di sistemi d’arma. Tra le dotazioni indicate ci sono batterie Samp-T, radar, fregate Fremm, unità navali Vulcano, mezzi blindati e sistemi antidrone.

Il nodo del Safe

E poi c’è il Safe, il fondo europeo da 150 miliardi per finanziare la sicurezza e la difesa. L’Italia ha chiesto un prestito di 8,9 miliardi sui 14 disponibili. Tajani ha detto: «Abbiamo preso solo 9 miliardi perché non vogliamo sottrarre risorse alla sanità e altre voci della spesa sociale». Ma i fondi Safe sono destinati alla difesa, non alla sanità. Il ministro Crosetto difende la scelta. Claudio Borghi, della Lega, replica: «Le priorità sono altre». Crosetto risponde: «Stupisce che non si capisca la gravità della situazione».

Il 4 settembre

Eccolo, dunque, il paradosso della festa di Bari: Meloni celebrerà la longevità del governo proprio mentre dovrà affrontare i dossier di mettere alla prova la sua maggioranza. Legge elettorale, rincari, tasse, armi, Kiev, Safe. Il governo più longevo può certamente festeggiare. Ma il 4 settembre rischia di scoprire che durare a lungo e governare senza contraddizioni sono due cose molto diverse.

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