martedì 27 Ottobre 2026

Mosca congela i raid su Kiev: tregua di tre giorni per la missione degli inviati USA

Vladimir Putin ordina la sospensione degli attacchi aerei sulla capitale ucraina in vista dell'arrivo di Jared Kushner e Steve Witkoff. Tra manovre dimostrative sugli aeroporti e la proposta di pace promossa da Donald Trump, la diplomazia tenta uno spiraglio di negoziato mentre Zelensky denuncia le ultime tensioni sul campo

Di Redazione
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Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato una di tre giorni dei raid su Kiev, coincidente con la visita nella capitale ucraina degli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff. A confermare la decisione è stato il portavoce del Cremlino, , specificando che l’ordine di congelare gli attacchi parte dalla mezzanotte del 5 settembre e resterà in vigore fino all’8 settembre. La misura si lega direttamente alla preparazione e allo svolgimento dei colloqui con la delegazione inviata da . Parallelamente, anche i ucraini hanno segnalato un temporaneo cessate il fuoco concordato sul campo per garantire la sicurezza del corridoio diplomatico.

La proposta americana per la fine del conflitto

I due emissari, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono giunti prima a Mosca per poi proseguire alla volta di Kiev. La missione porta la firma della leadership di Donald Trump, il quale ha ribadito l’obiettivo di consegnare alle parti una proposta concreta per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina. La della diplomazia americana punta a riaprire un canale diretto tra le parti belligeranti, sfruttando la presenza degli inviati speciali sul per valutare le reali condizioni per un negoziato.

Le tensioni sul campo e la reazione di Zelensky

Nonostante l’annuncio della tregua di tre giorni sulla capitale, le ore precedenti all’intesa sono state segnate da un’impennata di raid tattici. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato su una serie di attacchi dimostrativi condotti dalle forze russe contro gli della regione di Kiev e di Boryspil. Secondo il leader ucraino, le incursioni notturne rappresentano una chiara reazione di Mosca ai preparativi logistici della missione americana, legata alla possibilità che la delegazione USA utilizzi gli scali della capitale per atterrare. L’ordine di sospensione giunge quindi in un clima di estrema prudenza, dove la diplomazia cerca spazio tra la pressione militare e le manovre di deterrenza.

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