martedì 15 Settembre 2026

I nazisti alle porte? Cosa c’è davvero dietro il “vaffa” a Merz che incorona Siegmund

L'analisi del voto in Sassonia-Anhalt: tra isolamento economico, nostalgia della DDR e protesta contro la politica di Merz, ecco cosa c'è dietro il trionfo di Ulrich Siegmund

Di Redazione
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Dietro il trionfo dell’AfD in Sassonia-Anhalt non c’è l’improvvisa comparsa di un’orda estremista, ma il profilo preciso di un elettorato ben delimitato che ha scelto Ulrich Siegmund, il leader che Der Spiegel ha ribattezzato “l’ più pericoloso”. A votarlo sono famiglie “perbene” attirate da idee radicali travestite da buonsenso: la deportazione dei migranti evocati come capro espiatorio, la segregazione scolastica per i disabili e il rifiuto dei vaccini. È il di una popolazione impaurita che si affida a tesi No-Vax, simpatie filoputiniane e ad alchimie di economia . Un consenso nutrito dalla demagogia sui social e da un populismo rassicurante che trasforma l’intolleranza in normalità.

La radiografia del voto

Per capire le ragioni profonde di questo exploit occorre analizzare la geografia e la demografia del territorio. La Sassonia-Anhalt conta poco più di due milioni di abitanti – appena un quarantesimo della Germania – ed è una regione demograficamente impoverita e demotivata. L’età media sfiora i 47 anni a causa della costante fuga dei giovani verso Ovest in cerca di opportunità. Con stipendi inferiori dell’11,4% rispetto alla media nazionale e un reddito pro capite di 42.500 euro (contro una media tedesca fino a 59.000 euro), l’area vive un profondo isolamento culturale ed economico. Questa “” mai integrata guarda con nostalgia al passato della DDR, la vecchia Democratica Tedesca di stampo filosovietico, e cova un rancore mai sopito verso Berlino e le élite tradizionali.

La protesta

Il successo dell’AfD è anche un violentissimo voto di protesta (“vaffa”) contro il Cancelliere Merz e i di . La classe politica tradizionale ha fallito rincorrendo le destre sul terreno del riarmo e dell’immigrazione, dimostrandosi al contempo incapace di garantire la sicurezza reale del Paese. Il voto è la reazione di cittadini impoveriti che usano la paura come carburante politico, speculando sul degrado per nascondere le proprie fragilità. Per arginare questa deriva non servono muri o ulteriori concessioni al nazionalismo, ma la capacità della sinistra e dell’Europa di ritrovare la propria : un modello di aperto, fiero dei propri diritti e sociali, in grado di svelare l’inconsistenza delle ricette estremiste.

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