domenica 8 Novembre 2026
Il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara

Ecco il decreto scuola: tetto a stranieri nelle classi prime. L’opposizione insorge: “Attacco ai bambini”

Il provvedimento approvato in Cdm ridisegna le regole per l'integrazione, vieta i veli integrali in classe e trasforma i tecnici in licei. Ma le reazioni di M5S e PD sono durissime: "Solita demagogia sulla pelle dei più piccoli"

Di Redazione
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Un unico provvedimento organico per riscrivere le regole d’accesso, sicurezza e inclusione nelle aule italiane. Il ha esaminato la bozza del nuovo decreto scuola proposto dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Un testo articolato che introduce misure vincolanti sulla composizione delle classi, divieti sul vestiario religioso integrale e importanti risorse finanziarie per il potenziamento linguistico e il diritto allo studio.

Tetto del 30%, e di velo integrale

La misura cardine riguarda la presenza di studenti non italofoni provenienti dall’estero nelle classi prime: dall’anno scolastico 2027/ scatta il limite massimo del 30% per aula. Il parametro non si basa sulla , ma sulla reale padronanza della lingua. Su sollecitazione del Quirinale, il decreto introduce deroghe per chi ha già frequentato cicli scolastici in o dove manchino istituti di prossimità. A supporto delle scuole rientranti nelle eccezioni, il governo stanzia 3,4 milioni nel 2027 e 14,1 milioni dal 2028 per corsi di alfabetizzazione.

Il testo vieta inoltre l’uso di e niqab nelle strutture scolastiche, prevedendo sanzioni da 200 a 1.000 euro per i genitori. Sul fronte delle riforme strutturali, gli istituti tecnici e professionali cambieranno nome in “licei”, viene inserito il latino facoltativo alle medie dal 2027/2028 e si innalza a 40mila euro la soglia ISEE per i contributi sui libri di testo.

Reazioni : M5S e PD all’attacco

Le reazioni dell’opposizione non si sono fatte attendere, trasformando il decreto in uno scontro politico aperto. La vicepresidente del , Vittoria Baldino, ha denunciato una palese contraddizione di fondo: «Non è una questione di stranieri, ma di ricchi e poveri. Da una parte il Governo programma l’ingresso di 450mila lavoratori con il decreto flussi perché servono alle imprese; dall’altra ci dice che i loro figli sono “troppi” e possono essere allontanati dalla Scuola. È una misura usata per coprire i dati Istat e l’aumento del ticket sanitario».

Altrettanto dura la capogruppo del Partito Democratico alla , Chiara Braga, che bolla il provvedimento come «inutile, inefficace e inaccettabile». «In un Paese con il 10% di dispersione scolastica, il governo emana un decreto per discriminare e colpire i minori. Potevano fare tante cose per la scuola: hanno scelto la via della demagogia e della cattiveria sulla pelle dei più piccoli».

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