martedì 29 Settembre 2026

Sanremo, De Magistris risponde a Cazzullo: “Su Sal Da Vinci giudizio basato su pregiudizi”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Un giudizio fondato su un pregiudizio, sull’assenza di conoscenza della città di Napoli”. Così all’Adnkronos l’ sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commenta la innescata dal vicedirettore del , Aldo Cazzullo, a proposito del successo a Sanremo della canzone “Per Sempre Sì” cantata da , da lui ritenuta “adatta a un della camorra”.  

“Valutare in modo così negativo, inaccettabile, una canzone, come quella dei ‘ della camorra’ mi pare davvero fuori luogo”, continua l’ex sindaco. “Dico basta a questa canea che ogni volta viene lanciata contro Napoli e i napoletani anche a Sanremo. E’ capitato con Geolier, ora con Sal Da Vinci che ha vinto il . Vorrei che una volta per tutte si interpretasse in maniera autentica una frase del capolavoro ‘Napul è’ di Pino Daniele, ossia il passaggio ‘Napule è tutto nu suonno/E a’ sape tutto o’ munno/ Ma nun sanno a’ verità’, cioè questo fatto di pretendere di giudicare una città-mondo, senza confini, che è stata capitale, che ha un sentimento popolare fatto di sensibilità diverse con un giudizio così ‘tranchant’ non mi pare giusto. La canzone di Sal da Vinci ha ricevuto un’ovazione a Sanremo e parliamo di un cantante che si è costruito una storia artistica, che è passato dalla gavetta, che è passato dalla canzone, al teatro”. 

Poi De Magistris aggiunge: “Se si conosce bene Napoli, vivendola per strada, si capisce che il si identifica nella parte popolare della canzone di Sal Da Vinci, ne vede passione e contraddizioni, pregi e limiti. Nessun napoletano cerca un’immagine patinata di Napoli, che è un teatro vero, in cui ‘è il Sal Da Vinci del musical ‘Scugnizzi’, come quello di Sanremo”.  

“Gli artisti napoletani sono diversi, poliedrici, è legittimo Sal Da Vinci così come Pino Daniele, come i fratelli Bennato, Avitabile, gli artisti di strada. Napoli, piaccia o meno, ha forza, passione, energia, ha una in più nel talento, mette assieme tutto, borghesia, aristocrazia, popolo, centro e periferia, è unica e indivisibile. Come un presepe senza pastori”, conclude De Magistris.  

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