(Adnkronos) –
Giorgia Meloni deve ascoltare Al Bano. Da Mosca prende la parola Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri. Come riferisce la Tass, Zakharova “di fronte alle insinuazioni sulla ‘pista russa’ nei disordini a Milano, ha invitato Roma ad ascoltare la voce ragionevole di Al Bano e del popolo del Paese”. Secondo la Tass, “il cantante italiano si è rivolto a Meloni, esortandola a porre fine alla pressione delle sanzioni sulla Russia, a ricordare i profondi legami culturali tra i due Paesi e a lavorare per il raggiungimento di una pace duratura intorno all’Ucraina”.
In un post pubblicato su Telegram, Zakharova scrive del “celebre cantante”, figura “nota e molto apprezzata nel nostro Paese”, che “ha rivolto un appello pubblico, estremamente sincero e accorato, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni”. “Sottolineando i legami storici e culturali profondi tra i due Paesi, ha chiesto alla presidente del Consiglio di porre fine alle sanzioni contro la Russia, riaprire le porte alla Russia e iniziare finalmente a lavorare seriamente per raggiungere una pace duratura in Ucraina – si legge nel post – Ma verrà ascoltato a Roma?”.
“A giudicare dagli eventi più recenti le autorità italiane sembrano avere serie difficoltà nel prendere in considerazione voci che non si allineano – prosegue il lungo post di Zakharova – A seguito dei disordini a Milano il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha parlato di quanto accaduto come il risultato di una ‘guerra ibrida‘ condotta tramite TikTok, YouTube e altre piattaforme social. Secondo la stampa italiana, Giorgia Meloni avrebbe incaricato i servizi d’intelligence di indagare su una possibile ‘mano straniera’. I media già ipotizzano l’esistenza di ‘ombre russe’ dietro gli adolescenti italiani. Quando i giovani italiani protestano, si cerca un legame con la Russia’. Quando i cittadini italiani manifestano il proprio malcontento, si sospetta un’influenza straniera”. E incalza chiedendosi se “possa diventare Al Bano il prossimo obiettivo di indagini dei servizi d’intelligence italiani”. “Sorge una domanda più seria: dove finisce la ricerca di interferenze straniere e dove inizia, invece, il rifiuto di ascoltare i propri cittadini? – conclude – Il popolo, insieme a figure di spicco come Al Bano, dimostra ancora una volta di essere molto più saggio dei leader europei. Forse è giunto il momento di aspettare?”.
Al Bano, artista estremamente noto in Russia, ha rivolto un appello alla presidente del Consiglio rilanciato dai profili social di Sandro Teti Editore. “Carissima Giorgia, sicuramente lo sai. Abbiamo un paese che ci ama, che ha molta linfa italiana: culturale, architettonica, musicale. Questo paese ha anche gas, ha tutto quello che serve per stabilizzare un paese. Perché fare sanzioni alla Russia? Diamo fiori e azioni alla Russia, facciamo in modo che si smetta questa maledetta guerra. Cara Giorgia, ti voglio bene, te ne vorrei ancora di più se apriamo le porte alla Russia”, un passaggio del messaggio. “Io sono un uomo di pace, contento di essere un uomo di pace. Mio padre ha fatto la Seconda guerra mondiale, mi ha raccontato la barbarie che ha vissuto. In nome della pace, diamoci una stretta di mano. Questa vita è breve, dobbiamo viverla. E non bisogna aver paura di viverla”.
Interpellato dall’Adnkronos, il cantante approfondisce il discorso. “Abbiamo bisogno di pace per vivere bene e non di guerre. Il mondo non vede l’ora che si concludano tutti i conflitti, non solo quello tra la Russia e l’Ucraina. Una guerra maledetta, quest’ultima, che sta facendo molti, troppi danni”, dice Al Bano. “In Russia, grazie a Dio, godo di buona fama- aggiunge- Se posso essere strumento per anticipare, agevolare, promuovere la pace io sarei strafelice. Io ci credo nella pace. E’ stato mio padre, Carmelo Carrisi a trasmettermi per primo il senso della pace. Aveva partecipato alla seconda guerra mondiale. Quello che mi ha raccontato della guerra mi è rimasto come spade, dentro la carne. Mi raccontava di aver partecipato al conflitto senza però aver mai ammazzato un uomo. Ha fatto di tutto per fuggire perché non condivideva quella guerra. ‘Perchè dovrei ammazzare delle persone che non mi hanno fatto nulla?’, mi diceva. Ed era un contadino doc’. (LEGGI L’INTERVISTA A AL BANO)
E sulla possibile ‘pista russa’ nei disordini che si sono svolti, la scorsa settimana, in alcune città italiane, Al Bano non dubita: “Ma non esageriamo – risponde il celebre cantautore- Una bugia venduta a scatola chiusa. Basta, basta, basta… Basta con la Russia, basta con l’Ucraina, basta con la guerra. In qualsiasi parte del mondo. Le grandi guerre sviluppano piccole guerre che sono altrettanto pericolose”.
Il tema del coinvolgimento presunto della Russia nei disordini di Milano oggi finisce anche sull’agenda dell’ambasciata a Roma, che ironizza sul presunto coinvolgimento di ‘agenti’ di Mosca nelle proteste di questi giorni e chiede ai propri connazionali di evitare i luoghi dei possibili disordini che potrebbero registrarsi oggi in varie città italiane. In un post sui social l’ambasciata cita quanto detto nei giorni scorsi da vari ministri italiani, con il titolare della Difesa (Guido Crosetto, ndr) “che ha parlato di ‘guerra ibrida’, il ministro dell’Interno (Matteo Piantedosi, ndr) che sostiene che non vi siano prove di un controllo esterno, mentre uno dei vicepresidenti del Consiglio (Matteo Salvini, ndr) si dice sorpreso dalle voci sui russi”.
“Prima di cercare un direttore d’orchestra segreto all’estero, sarebbe opportuno mettere d’accordo la partitura all’interno della propria orchestra”, afferma l’ambasciata, secondo cui “per ora si ha l’impressione che la ‘mano di Mosca’ sia la chiave universale italiana per ogni questione scomoda: i giovani sono scontenti, i prezzi salgono, ci sono disordini per le strade, i camion non circolano? Cosa c’è di più facile che dare la colpa a hacker russi, agenti o qualsiasi persona con passaporto russo che, per strani motivi, continui a visitare l’Italia?”.
“Naturalmente, la violenza e i disordini non hanno giustificazioni – sottolinea ancora l’ambasciata – Ma nemmeno la cittadinanza russa è una prova di coinvolgimento in tali eventi”. Quindi il consiglio “ai nostri connazionali di evitare i luoghi dei disordini e di rispettare le richieste delle autorità, e di prendere con ironia le notizie sensazionalistiche sugli onnipresenti ‘agenti russi’: a giudicare dal volume di lavoro che viene loro attribuito, avrebbero dovuto presentarsi già da tempo all’ambasciata russa per gli straordinari”.
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