giovedì 29 Ottobre 2026

Elezioni in Israele, niente maggioranza per Netanyahu. Indagine sui soldi di Qatar e Turchia a elettori arabi

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Israele in stallo dopo le elezioni. Si attesta infatti a 53 il blocco di Netanyahu, dopo che è stato scrutinato il 90% dei voti per il rinnovo della Knesset. Secondo i risultati, lo schieramento di Eisenkot si attesta a 48 seggi e i partiti arabi a 19.  

Il Likud ha 26 seggi, Yashar! 21, la Unita 12, Yachad 12, i Democratici 8, Giudaismo Unito della Torah 7, Yisrael Beiteinu 7, Shas 7, Otzma Yehudit 7, Ra’am 7, Sionismo Religioso e Zehut 6. Per raggiungere la sono necessari almeno 61 seggi. Secondo il Times of Israel, i risultati finali dovrebbe arrivare nel pomeriggio di oggi mentre per l’ufficializzazione bisognerà attendere il 4 novembre. 

Il primo ministro israeliano uscente ha intanto scritto su che “non permetterà” che in Israele venga “formato un governo pericoloso” con i partiti arabi. I principali media arabi vedono i partiti arabi come “ago della bilancia” delle elezioni israeliane, diventate un test sulla sopravvivenza del premier. 

Dal canto suo, Gadi Eisenkot punta a formare un nuovo governo in Israele e promette di lavorare per un cambio di rotta dopo il voto. “Siamo concentrati sul difficile compito che ci è stato affidato: portare il cambiamento in Israele e formare un governo di mobilitazione sionista”, ha scritto su X, ringraziando gli elettori che hanno sostenuto il suo progetto politico. Eisenkot ha rivendicato il risultato ottenuto in appena un anno con il suo nuovo partito Yashar, definito “una valida alternativa di governo, responsabile e all’altezza delle istituzioni”. Nel suo messaggio ha attaccato inoltre il governo di Benjamin Netanyahu che, a suo giudizio, non gode più della “fiducia” degli israeliani ed è “al punto più basso” in 20 anni. 

 

Il Likud del primo ministro Netanyahu ritiene che il Qatar e la Turchia siano le dei finanziamenti che sarebbero stati inviati a gruppi impegnati a mobilitare gli elettori tra i cittadini arabi. La vicenda è attualmente oggetto di un’indagine dello Shin Bet. E’ quanto riferiscono i media israeliani. L’indagine, sottolinea il canale israeliano ‘N12’, si basa su informazioni di intelligence giunte allo Shin Bet e presentate al presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice della Corte Suprema Noam Solberg 

Secondo le ricostruzioni dei media israeliani, scrive ‘The Times of Israel’, “i canali utilizzati per inviare apparentemente i fondi alle organizzazioni sono molto simili a quelli impiegati in passato per finanziare attività terroristiche”. Questa mattina, Solberg ha ordinato al capo dello Shin Bet, David Zini, di avviare un’indagine sulle “sospette interferenze finanziarie straniere e sul sospetto di corruzione elettorale da parte di soggetti stranieri”. 

Prima dell’apertura dei seggi, alcuni media israeliani avevano riferito che il Likud intendeva contestare i risultati nelle località arabe e sostenere che le elezioni fossero state “rubate” nel caso in cui Netanyahu non avesse vinto. Secondo le stesse fonti, il partito aveva già preparato una serie di reclami e accuse di frode elettorale. Nella giornata di oggi, la polizia ha respinto le affermazioni del Likud secondo cui le elezioni sarebbero state “rubate” dai partiti arabi, dichiarando che “non vi sono prove a sostegno” di tali accuse. 

 

Da parte sua il leader di Yashar, Eisenkot, mette in guardia dallo strumentalizzare politicamente le accuse di ingerenza straniera nelle elezioni per ritardare l’insediamento della prossima Knesset, il parlamento unicamerale israeliano di 120 seggi. Israele, spiega Eisenkot, in un messaggio apparentemente rivolto al primo ministro israeliano Netanyahu e ai suoi , “deve fare tutto ciò che è in suo potere per salvaguardare l’integrità delle elezioni da qualsiasi tentativo di interferenza, manipolazione o distorsione dei fatti, e indagare a fondo su ogni . Allo stesso tempo, non si deve permettere agli politici di sfruttare la situazione per influenzare la data del giuramento della 26ª Knesset”, sottolinea Eisenkot secondo quanto riferisce ‘The Times of Israel’. 

Il ministro della Sicurezza , esponente dell’estrema , Itamar Ben Gvir, chiede allo Shin Bet di arrestare i leader dei partiti arabi sospettati di essere coinvolti nella vicenda dei finanziamenti provenienti dal Qatar, insieme ad altre persone, tra cui figure legate ai Fratelli Musulmani, purché sussistano i presupposti giuridici per procedere agli arresti.  

Nel frattempo, Avigdor Liberman, leader del partito Yisrael Beytenu, definisce la lettera inviata da Sohlberg allo Shin Bet uno “sviluppo clamoroso e senza precedenti” e sollecita le autorità competenti a “agire rapidamente per fare piena luce sulla vicenda il prima possibile”.  

 

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