venerdì 30 Ottobre 2026

Mario Borghezio: «Vannacci mi ha illuso, Renzo Bossi è un cretino»

L'ex eurodeputato leghista irrompe alla convention romana di Cateno De Luca, benedetta in collegamento da Giorgia Meloni. Tra ricordi di Umberto Bossi e attacchi a Matteo Salvini, Borghezio smonta le ambizioni del generale e la boutade sul "Trota": «De Luca vuole l'unione sacra tra Nord e Sud, ma il Ponte sullo Stretto resta una stronzata»

Di Redazione
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L’ingresso di Cateno De Luca e del suo movimento Sud chiama Nord nel perimetro politico della si trasforma in un palcoscenico surreale dove l’istituzionale incrocia il vintage leghista. Come ricostruito in un retroscena dall’, la premier Giorgia Meloni si collega in diretta per consacrare l’alleanza e definire “eroi” i tanti primi cittadini in giacca e cravatta presenti in sala, lasciando al sindaco di la scena da mattatore.

Per cancellare la nomea di forza esclusivamente meridionale, De Luca spiazza la platea tessendo le lodi dei popoli del Nord e proiettando sul maxi-schermo una sua foto a Gemonio insieme a Umberto : «Voglio riportare il suo cognome in Parlamento», promette De Luca, spingendosi fino a proporre un seggio per il figlio del Senatùr, Bossi.

L’ a Vannacci: «Non è all’altezza delle ambizioni che ha»

All’hotel d’Azeglio di Roma, la svolta “federalista” di De Luca attira la vecchia guardia della Lega delle origini, tra fazzoletti e simboli del delle Alpi. Oltre a Paolo Grimoldi (Patto del Nord), a catturare la scena è Mario Borghezio, leghista fino al 2019.

Dopo la rottura con via Bellerio, Borghezio si era riavvicinato a Roberto Vannacci, ma la delusione si è consumata rapidamente. Ai microfoni dell’Huffington Post, l’ex esponente leghista sfoga tutta la sua amarezza per la parentesi con il generale: «Mi ero avvicinato al generale come consigliere. Gli avevo spiegato la questione del federalismo, mi sembrava convinto ed ero tranquillo come una Pasqua. Vannacci mi ha illuso: credevo fosse un uomo da gol. Non lo era. Non è all’altezza del ruolo e delle ambizioni che ha».

Ora la speranza per il vecchio sogno autonomista si sposta paradossalmente sulla Sicilia: «De Luca vuole l’unione sacra tra Nord e Sud, è una bomba politica, se la sappiamo gestire». Borghezio si definisce solo “un ospite” alla convention, giura che non voterebbe Salvini «neanche se mi sparano» e spende parole di stima per il leader siciliano definendolo un «grande democristiano dalla Sicilia».

La stoccata al “Trota” e la bocciatura del Ponte

Quando De Luca richiama dal l’insegnamento dell’ideologo leghista Gianfranco Miglio e lancia la provocazione di candidare Renzo Bossi, Borghezio scuote la testa e liquida l’ipotesi con la solita schiettezza senza peli sulla lingua: «Evviva l’Union Sacrée tra Nord e Sud, ma il Trota è un povero cretino. L’ha detto per i giornali, Renzo non è un poco di buono ma è deficiente».

Tornando alla vecchia passione per la secessione e l’autonomia, l’ex eurodeputato ammette la necessità dell’alleanza con il Mezzogiorno: «Dicevo sempre che serviva una ganascia da giù, dal Sud». E a chi gli ricorda che un tempo i meridionali per la prima Lega erano solo “terroni”, replica ridimensionando: «Vabbè, erano robe della Lega delle origini. Ma io denunciavo i problemi della politica siciliana e calabrese».

Prima di congedarsi per un caffè doppio, Borghezio riserva infine la stoccata finale al progetto simbolo del governo Meloni e del Ministero delle Infrastrutture: «Il Ponte sullo Stretto è una stronzata».

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