martedì 27 Ottobre 2026

Attacco hacker sulle mail di Meloni, Delmastro e Formentini. La Procura di Roma apre un fascicolo

Incursione informatica nel cuore delle istituzioni: pirati informatici penetrano nei server della Camera e mettono le mani sulle caselle di posta elettronica di tre parlamentari di maggioranza. Palazzo Chigi precisa: «Violato l'indirizzo da deputata della premier, non quello di governo». Attesa l'informativa della Polizia Postale

Di Redazione
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Un gravissimo hacker manda in tilt la sicurezza informatica della Camera dei Deputati e fa scattare l’allarme rosso ai vertici delle istituzioni e dell’esecutivo. I pirati della rete sono riusciti a penetrare nei server di Montecitorio, violando l’accesso e mettendo le mani sulle caselle di posta elettronica di tre figure di primissimo piano della di governo: la , il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro e il parlamentare della Lega .

La notizia della falla nei sistemi ha immediatamente mobilizzato gli apparati d’intelligence e giudiziari. La è in attesa di ricevere le primissime informative dettagliate da parte degli specialisti della Postale per procedere all’apertura formale di un fascicolo d’inchiesta presso i di piazzale Clodio, con l’ipotesi di reato di accesso abusivo a sistema informatico.

Il perimetro della violazione e le rassicurazioni da Palazzo Chigi

L’incursione ha provocato immediata apprensione per il potenziale volume di riservate finite nelle mani degli hacker. A stretto giro sono giunte tuttavia le precisazioni ufficiali da fonti di Palazzo Chigi, volte a circoscrivere la portata della fuga di dati riguardante il Capo del Governo: la casella di posta colpita è infatti esclusivamente quella assegnata a Giorgia Meloni in qualità di deputata, e non l’indirizzo utilizzato per le comunicazioni d’ufficio della Presidenza del Consiglio.

Resta tuttavia altissima la tensione politica per l’infiltrazione che ha colpito anche il parlamentare di FdI Andrea Delmastro e il leghista Paolo Formentini, vicepresidente della Commissione Affari Esteri di Montecitorio. La concomitanza dei tre bersagli, tutti legati alla coalizione di centrodestra, indirizza le verifiche della Polizia Postale verso l’ipotesi di un blitz mirato a spiare le attività e la corrispondenza dei vertici di maggioranza.

Caccia ai pirati della rete: la magistratura ricostruisce la dinamica dell’intrusione

L’obiettivo prioritario degli inquirenti romani è ora quello di ricostruire con precisione cronologica la dinamica dell’attacco, individuare il punto di accesso originario sfruttato dai pirati e accertare la reale portata del materiale scaricato o visionato.

Mentre i tecnici informatici di Montecitorio lavorano a spron battuto per blindare la rete e verificare se altri account di deputati siano stati compromessi, la Procura punta a identificare le responsabilità e l’eventuale matrice del blitz cyber, senza escludere al momento alcuna pista sulle finalità dell’intrusione.

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